La Regione Sardegna prepara un intervento dedicato al comparto dell’emergenza-urgenza nella prossima finanziaria, tenendo conto anche dei costi di esercizio dei mezzi di soccorso. L’annuncio arriva dal presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo la richiesta avanzata dalle organizzazioni del terzo settore impegnate nel soccorso extraospedaliero dell’isola.
Il tema si inserisce nel più ampio piano regionale contro gli effetti dell’aumento dei carburanti. Nell’ultima variazione di bilancio, la Giunta ha destinato complessivamente 60 milioni di Euro a questo fronte: 50 milioni sono rivolti ai comparti produttivi più esposti, dall’autotrasporto al settore marittimo e all’agricoltura, per la quale sono stati previsti 25 milioni. Ulteriori 10 milioni sono stati assegnati per attenuare l’incidenza del carburante aereo sulla continuità territoriale.
"Il caro carburante non pesa soltanto quando facciamo il pieno. Pesa su chi ogni giorno produce, lavora, sulle nostre aziende agricole, su chi trasporta le merci e su chi le acquista, ha dichiarato Todde. Il presidente ha richiamato la particolare esposizione della Sardegna: In un’isola come la Sardegna, dove trasporti e collegamenti sono essenziali, ogni aumento ha conseguenze ancora più pesanti".
L’allarme sul sistema delle ambulanze era stato diffuso il giorno precedente da Anpas Sardegna, Misericordie della Sardegna e Avis Sardegna. Nel documento inviato alla presidente della Regione, alla presidente della commissione Salute del Consiglio regionale, Carla Fundoni, e per conoscenza al direttore generale di Areus, Angelo Maria Serusi, le associazioni hanno chiesto un aggiornamento dei rimborsi, giudicato necessario alla luce della crescita dei prezzi del carburante.
"Il rischio è che alcune realtà associative possano non disporre più delle risorse necessarie per garantire il servizio nelle attuali condizioni operative", hanno evidenziato le organizzazioni, sottolineando le ripercussioni sui soggetti che assicurano il servizio di emergenza extraospedaliera.
Secondo Todde, le misure già adottate e quelle annunciate puntano a "proteggere il sistema produttivo, salvaguardare i poteri d’acquisto dei sardi, garantire loro il diritto di muoversi ed essere curati a condizioni eque". Il presidente ha concluso: "Essere un’isola non può significare pagare di più ogni crisi internazionale".