La prospettiva di autoarticolati più lunghi entra nel confronto sul rinnovo del parco trainato italiano, mentre il mercato delle immatricolazioni torna a contrarsi. Il 13 ottobre scorso il consiglio dei ministri ha infatti licenziato in via preliminare lo schema di decreto legislativo relativo al nuovo Codice della strada, prevedendo semirimorchi fino a 15,54 metri e complessi autoarticolati fino a 18 metri.
Secondo Unrae, l’aumento della capacità di trasporto collegato alle nuove dimensioni permetterebbe di ridurre il numero delle missioni necessarie per movimentare lo stesso quantitativo di merce, con benefici attesi su consumi ed emissioni di CO2. L’associazione delle case automobilistiche estere operanti in Italia osserva però che il tetto proposto rimane al di sotto dei 18,75 metri attualmente ammessi. Senza disposizioni transitorie, inoltre, le configurazioni previste potranno essere utilizzate soltanto dal 2028, anno nel quale il nuovo Codice sarà applicabile.
"Accogliamo con favore la direzione intrapresa, ma riteniamo che la misura vada resa più ambiziosa e immediatamente applicabile. Auspichiamo che i prossimi pareri parlamentari raccomandino di riportare a 18,75 metri la lunghezza massima degli autoarticolati e di introdurre un regime transitorio che ne consenta l’impiego senza attendere i tempi di attuazione del nuovo Regolamento di esecuzione", afferma Michele Mastagni, coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi ed allestimenti di Unrae.
Nel frattempo, settembre ha interrotto il recupero che il comparto dei rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra oltre 3,5 tonnellate aveva evidenziato nel mese precedente. Le immatricolazioni si sono fermate a 1134 unità, contro le 1299 registrate nel settembre 2025: una diminuzione del 12,7%.
La contrazione mensile riporta sotto lo zero anche il bilancio dei primi nove mesi, che era positivo per la prima volta da maggio. Tra gennaio e settembre 2026 sono state immatricolate 11.489 unità, pari all’1% in meno delle 11.602 dello stesso intervallo del 2025. La stima è elaborata dal Centro studi e statistiche di Unrae sui dati di immatricolazione messi a disposizione dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
"La flessione di settembre annulla il recupero registrato il mese precedente e certifica un 2026 contraddistinto da un andamento discontinuo: da inizio anno contiamo quattro mesi in terreno positivo e cinque in calo, con oscillazioni congiunturali particolarmente marcate", commenta Michele Mastagni. "Questo andamento a fasi alterne è il segnale di imprese costrette a rinviare il rinnovo delle flotte in attesa di un quadro certo e definito sugli strumenti di sostegno", aggiunge.
Per il coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi ed allestimenti, gli operatori necessitano già ora di conoscere le misure disponibili dal gennaio 2027. "Pertanto, rinnoviamo l’appello a completare senza ulteriori rinvii l’attuazione del Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell’autotrasporto, definendo subito condizioni di accesso e tempistiche delle agevolazioni", prosegue. "Per i trainati occorrono risorse dedicate, procedure snelle e tempi di erogazione certi. Solo in questo modo potranno entrare in circolazione veicoli più sicuri, tecnologicamente avanzati e sostenibili".