Nessuno stop alla guida autonoma nel nuovo Codice della Strada. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti conferma l'impegno a favorire lo sviluppo, la sperimentazione e la commercializzazione delle tecnologie più avanzate, valorizzando le eccellenze italiane e coniugando innovazione e sicurezza stradale.
In merito ad alcune ricostruzioni sul testo attualmente all'esame del Parlamento, il Mit precisa che il nuovo Codice introduce una disciplina specifica per la guida automatizzata. La presenza iniziale di un controllore a bordo risponde a esigenze di sicurezza e non esclude una progressiva apertura al controllo da remoto.
Il Codice introduce una immediata liberalizzazione della guida ad automazione parziale. La presenza iniziale di un controllore a bordo, in grado di assumere la guida quando necessario, risponde all’esigenza di tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada, tenuto conto anche dello stato dell’arte delle sperimentazioni. Per la guida totalmente automatizzata, è invece previsto un tavolo interistituzionale che contribuirà a definire i necessari aggiornamenti normativi, anche alla luce dei profili di responsabilità civile, penale e amministrativa.
Il Mit, su impulso del ministro Matteo Salvini, conferma inoltre la disponibilità a valutare, già nell'attuale iter consultivo, modifiche che consentano di estendere le sperimentazioni anche alle attività finalizzate all'omologazione e alla messa in produzione dei veicoli autonomi.
L'obiettivo è creare le condizioni affinché le tecnologie sviluppate in Italia possano essere sperimentate, prodotte e commercializzate nel nostro Paese, senza penalizzare le imprese nazionali né ostacolare gli investimenti. Innovazione e sicurezza devono procedere insieme, affinché l'Italia sia protagonista della mobilità del futuro.