La revisione degli standard federali sui consumi delle auto negli Stati Uniti apre un confronto giudiziario che coinvolge costruttori, Stati, associazioni ambientaliste ed industria petrolifera. Stellantis, Ford e General Motors sostengono la posizione dell’amministrazione di Donald Trump, che ha ridotto gli obiettivi di efficienza precedentemente fissati sotto Joe Biden. Secondo quanto riferito da "Reuters", la California, altri Stati e diversi enti locali hanno impugnato il provvedimento.
La difesa delle nuove regole è stata depositata presso una Corte d’appello federale dall’Alliance for Automotive Innovation, organismo che rappresenta anche Toyota, Volkswagen e Hyundai. L’associazione ritiene essenziale disporre di un quadro regolatorio stabile, indispensabile per pianificare investimenti, progettare i veicoli e concludere le attività di collaudo. Un eventuale annullamento dei criteri introdotti dalla Casa Bianca, secondo la lobby, potrebbe compromettere i programmi relativi a centinaia di nuovi modelli destinati al mercato statunitense.
Per il 2031, il dipartimento dei trasporti ha fissato a 34,9 miglia per gallone, equivalenti a circa 14,8 chilometri per litro, il livello medio richiesto per le automobili nuove ed i veicoli commerciali leggeri. Gli standard Cafe, acronimo di Corporate Average Fuel Economy, approvati nel 2024 durante l’amministrazione Biden indicavano invece 50,4 miglia per gallone, ossia circa 21,4 chilometri per litro, per lo stesso anno. La riduzione degli obiettivi diminuisce quindi l’onere per le case automobilistiche sia sul miglioramento dell’efficienza dei propulsori endotermici sia sull’ampliamento della gamma elettrica.
I ricorrenti contestano il metodo utilizzato da Washington per stimare l’efficienza raggiungibile, sostenendo che l’amministrazione non abbia considerato la presenza di milioni di veicoli elettrici. Un ricorso distinto è stato promosso anche da una coalizione di associazioni ambientaliste e dei consumatori. A favore della revisione è intervenuto in giudizio pure l’American Petroleum Institute, che rappresenta l’industria petrolifera statunitense.
Le stime del dipartimento dei trasporti indicano un beneficio medio di 1289 dollari per veicolo nei costi di conformità a carico dei produttori. Il rovescio della medaglia riguarda gli automobilisti: nell’intero ciclo di vita del mezzo, la spesa per il carburante aumenterebbe di oltre 1600 dollari. Washington prevede inoltre maggiori vendite di veicoli nuovi e calcola che, entro il 2050, il consumo di benzina negli Stati Uniti risulterà superiore del 4,6% rispetto allo scenario basato sulle norme dell’era Biden: 121 miliardi di galloni in più, pari a 458 miliardi di litri.