L'impatto dei rincari energetici torna a gravare sulle tasche degli automobilisti italiani in pieno esodo estivo, con il prezzo medio del gasolio in modalità self-service che ha sfondato nuovamente la soglia psicologica dei 2,100 euro al litro lungo la rete stradale ordinaria nazionale. Il monitoraggio quotidiano diffuso dall'Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy registra il picco più elevato dalla fine del mese di luglio, vanificando gran parte dell'effetto calmierante introdotto dalle recenti misure fiscali dell'esecutivo.
La fiammata del diesel contrasta con la sostanziale stabilità della benzina, immobile attorno a quota 1,999 euro al litro, mentre sulla rete autostradale i costi per il rifornimento toccano punte ancora più elevate, raggiungendo una media di 2,173 euro per il gasolio e 2,084 euro per la verde. Questo rialzo si verifica proprio nella finestra temporale in cui risulta operativo il taglio straordinario delle accise di 17 centesimi approvato dal Governo per contenere l'inflazione energetica, la cui scadenza è fissata per il prossimo 6 agosto. Le oscillazioni dei listini internazionali del greggio e l'aumento della domanda legato alla mobilità delle vacanze stanno spingendo le compagnie ad adeguare rapidamente i prezzi alle pompe.
La ripartenza verso l'alto dei carburanti solleva forti preoccupazioni non soltanto per le famiglie in viaggio lungo la penisola, ma soprattutto per l'intero settore dell'autotrasporto e della logistica merci su gomma. Con il comparto dei trasporti fortemente dipendente dal gasolio, l'aumento costante dei costi operativi rischia di innescare una nuova spirale rialzista sui prezzi dei beni di consumo primari. Le associazioni dei consumatori e le sigle di categoria tornano a chiedere un intervento strutturale sulla fiscalità per evitare che la fine del taglio temporaneo trasformi i rientri estivi in una stangata per l'economia.