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Porti italiani: il Sud trascina il traffico merci

Il Libro Blu al forum Risorsa Mare fotografa la crescita del Mezzogiorno

Ieri, giovedì 17 settembre, durante la quarta edizione del forum internazionale Risorsa Mare a La Spezia, il gruppo Teha (Ambrosetti) e il ministero per le Politiche del mare hanno presentato il quarto Libro Blu sulla blue economy italiana. Il rapporto evidenzia un quadro contrastante per il sistema marittimo nazionale: nonostante il calo del due virgola tre per cento registrato nell'import-export via mare nell'ultimo anno, la movimentazione complessiva dei container risulta in forte crescita, guidata dal netto balzo dei porti del Mezzogiorno. Il Sud Italia ha segnato infatti un incremento superiore al dieci per cento, superando di gran lunga le performance registrate dalle strutture portuali del Centro e del Nord del Paese.

L'hub calabrese di Gioia Tauro si conferma il motore trainante della logistica meridionale, permettendo al Sud di gestire quasi la metà del traffico merci marittimo nazionale. Tuttavia, il settore della navigazione deve affrontare gravissime criticità geopolitiche legate alle instabilità operative dei canali di Suez e Hormuz. La chiusura di queste rotte strategiche ha provocato un raddoppio dei noli marittimi e un aggravio medio di oltre trenta milioni di euro per ogni grande nave cargo. A questo scenario si sommano i costi della decarbonizzazione europea, con la tassazione Ets marittima che ha già imposto balzelli per oltre quindici miliardi di euro senza generare un'effettiva transizione ecologica dei carburanti navali.

Accanto alle sfide della superficie, il settore sottomarino emerge come una nuova e ricca frontiera industriale, vantando un fatturato diretto di quasi quattro miliardi di euro. L'intera economia del mare genera un valore aggiunto da settantanove miliardi di euro e occupa oltre un milione di lavoratori in duecentocinquantamila aziende. Il Governo italiano ha confermato la volontà strategica di sostenere lo sviluppo di queste filiere avanzate, finanziando la digitalizzazione delle infrastrutture portuali, la sicurezza dei cavi sottomarini e la competitività dell'autostrada del mare, per consolidare la posizione dell'Italia al centro dei flussi commerciali mediterranei.

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