L'esodo estivo degli automobilisti e dei motociclisti nella Capitale è travolto da un'improvvisa ondata di guasti meccanici causati da carburanti sporchi e contaminati dall'acqua, come documentato da un'inchiesta condotta dall'Adnkronos. Nei primi giorni di agosto, mentre i listini di benzina e diesel tornano a salire sfiorando rispettivamente i due euro e i 2,10 euro al litro, le officine romane registrano un picco del 30% di veicoli arrivati sui carri attrezzi o a spinta subito dopo aver fatto il pieno alla pompa.
Le segnalazioni raccolte dagli autoriparatori operativi nei quartieri di Quadraro, Monteverde, Corso Trieste e Casalbruciato delineano uno scenario allarmante per la mobilità urbana. Dai serbatoi svuotati d'urgenza vengono estratti cospicui quantitativi di fluido idrico, morchie e sabbie. Gli esperti del settore ipotizzano da una parte vere e proprie truffe studiate per annacquare il prodotto ed elevare le rese economiche con i prezzi ai massimi, dall'altra una prolungata assenza di pulizia delle cisterne sotterranee che risucchiano i depositi sul fondo quando sono quasi vuote. Per contrastare l'illegalità diffusa, i reparti della Guardia di Finanza e i laboratori dell'Agenzia delle Dogane hanno intensificato le ispezioni negli impianti della città, portando già al sequestro di oltre ventimila litri di gasolio fuorinorma e alla chiusura di colonnine manomesse.
Sui propulsori di ultima generazione l'immissione di miscele alterate provoca danni devastanti agli iniettori e al sistema di alimentazione, trasformando le partenze per le vacanze in un incubo economico per le famiglie. Le associazioni dei consumatori raccomandano ai guidatori di conservare ogni ricevuta o tracciamento elettronico del pagamento per poter avviare le richieste di risarcimento contro le stazioni d'erogazione responsabili.