L'amministrazione comunale di Loiri Porto San Paolo ha reso noti i risultati delle analisi svolte dall'Istituto zooprofilattico sulle cause della grave moria di pesci registrata nello stagno di Porto Taverna durante il mese di agosto. Gli accertamenti tecnici hanno confermato che a provocare la strage di fauna idrica è stata un'improvvisa anossia, ovvero la drastica riduzione dell'ossigeno disciolto nei fondali, innescata dal forte innalzamento delle temperature e dalla scarsa ventilazione estiva. L'esito ha escluso qualsiasi contaminatione di natura batterica o tossica, rassicurando la popolazione locale ed i numerosi turisti che avevano segnalato il fenomeno a inizio mese.
L'episodio ha tuttavia riacceso i riflettori sulla profonda fragilità ecologica dei bacini lagunari e costieri della Sardegna. Per rispondere all'emergenza e prevenire nuovi collassi ecosistemici, la Giunta guidata dal sindaco Francesco Lai ha promosso un confronto immediato con gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche e dell'International Marine Centre. L'obiettivo dell'incontro è definire un piano integrato per il ripristino dell'equilibrio idraulico dello stagno, valutando soluzioni che garantiscano il ricambio d'acqua ed il mantenimento dei livelli minimi di ossigenazione anche nei periodi di caldo estremo.
L'iniziativa raccoglie le sollecitazioni delle associazioni ambientaliste, in testa il Gruppo d'intervento giuridico, che chiedono da tempo l'istituzione di un sistema di monitoraggio permanente del corpo idrico. La tutela della laguna rappresenta un tassello cruciale per la sostenibilità del territorio gallurese, dove la conservazione del patrimonio naturale deve procedere di pari passo con la gestione dei flussi turistici e la salvaguardia dell'habitat marino.