Il ripristino dei rifornimenti di carburante a Crotone procede, seppure con ritmi ancora limitati, dopo l’intesa raggiunta in Questura con i rappresentanti degli autotrasportatori. Le autobotti dirette agli impianti di distribuzione possono ora transitare e le stazioni di servizio hanno ricominciato a ricevere prodotto. Davanti a diversi distributori, inclusi alcuni ancora chiusi, permangono lunghe attese di automobilisti in cerca di benzina e gasolio.
L’accordo è maturato nella serata di ieri durante un incontro convocato presso la Questura di Crotone dall’autorità provinciale di pubblica sicurezza, il questore Renato Panvino, con la categoria in protesta dal 16 ottobre per l’aumento del costo del gasolio. Nel corso del confronto è stata inoltre definita la chiusura di uno dei tre presidi presenti nel crotonese: quello di Strongoli.
Parallelamente, su impulso della Prefettura di Crotone, è stata attivata una task-force composta dalle forze dell’ordine e coordinata sul territorio dal questore Renato Panvino. Il dispositivo avrà il compito di seguire con continuità l’andamento dei prezzi al dettaglio, con l’obiettivo di contrastare eventuali condotte speculative sui beni essenziali, soprattutto generi alimentari e carburanti.
La misura interviene in una fase di forte criticità per gli approvvigionamenti. Nei supermercati risultano ridotte le disponibilità di prodotti alimentari, in particolare di frutta e verdura fresca, mentre anche le scorte di benzina e gasolio sono sotto pressione.
Le compagnie petrolifere che hanno applicato il limite di prezzo hanno rispettato gli impegni: il tetto è fissato a 1,99 Euro al litro per la benzina e a 2,19 Euro per il gasolio. Il price cap era stato promosso da Eni. L’attenzione della task-force si concentrerà anche sulle pompe bianche e sulle altre società indipendenti che non hanno aderito a tale limite e che, nei giorni precedenti, avevano portato il prezzo al pubblico fino a 2,8 Euro per litro di gasolio.