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Bonelli attacca Descalzi: scontro sulle rinnovabili ed il ruolo di Eni

Il leader Avs chiede al Governo di chiarire la strategia energetica della partecipata pubblica

Il Governo Meloni, in qualità di azionista di Eni, deve chiarire se intenda tutelare i cittadini italiani oppure gli interessi dell’industria petrolifera. È la richiesta avanzata da Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, sulle fonti rinnovabili.

Secondo Bonelli, l’Europa sta già sollecitando gli Stati a prepararsi a un aumento della temperatura di 3 gradi, mentre Ispra rileva un record di consumo di suolo anche nelle zone esposte a frane ed alluvioni. “La crisi climatica provoca danni per miliardi al nostro Paese, colpendo agricoltura, territori, famiglie e imprese con eventi meteo estremi sempre più frequenti e violenti”, afferma nella nota.

Il parlamentare contesta l’impostazione espressa da Descalzi, giudicandola “incomprensibile ed inaccettabile”. A suo avviso, l’amministratore delegato attaccherebbe le rinnovabili per salvaguardare gli interessi della società che guida, senza considerare il carattere pubblico della partecipazione statale in Eni.

“Quella di Descalzi è una posizione oscurantista e gravissima, che frena la modernizzazione tecnologica del Paese”, sostiene Bonelli. Per il co-portavoce di Europa Verde, lo sviluppo delle fonti rinnovabili consentirebbe di ridurre il costo dell’energia per famiglie ed imprese, mentre l’attuale politica energetica dell’esecutivo sarebbe fondata esclusivamente su gas e fonti fossili.

Bonelli richiama inoltre i risultati economici della compagnia: nel primo semestre del 2026 Eni ha registrato 3,6 miliardi di utile netto rettificato, in crescita del 43%. “Non vogliono le rinnovabili perché con le rinnovabili l’energia costerebbe molto meno, e loro vogliono continuare a fare profitti sulla pelle di famiglie ed imprese”, conclude.

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