Con una presenza industriale estesa a più di 130 Paesi, 27 stabilimenti, 25 centri di ricerca e sviluppo e circa 9300 punti della rete commerciale e di assistenza, Iveco Group e Tata Motors avviano una nuova fase comune. L’ingresso del costruttore torinese nel gruppo indiano dà vita a un perimetro da circa 21 miliardi di Euro di fatturato aggregato e 590 mila veicoli venduti. Nei camion oltre le sei tonnellate, il nuovo gruppo si colloca al quarto posto mondiale per volumi.
L’operazione è stata illustrata all’Industrial Village di Torino alla presenza di N. Chandrasekaran, presidente di Tata Sons, Tata Motors e Iveco Group, dei rispettivi amministratori delegati, Girish Wagh ed Olof Persson. Chandrasekaran ha ringraziato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per il sostegno espresso all’operazione. Un riconoscimento è stato rivolto anche a John Elkann: la holding Exor, che prima della transazione era il principale azionista di Iveco, ha trasferito la propria quota a Tata.
Per Olof Persson, l’avvio della nuova proprietà rappresenta un passaggio rilevante per entrambe le realtà. "Oggi è un giorno storico per Iveco Group e Tata Motors, che viviamo con fiducia e grande entusiasmo", ha dichiarato il ceo di Iveco. "Siamo davvero entusiasti di ciò che stiamo costruendo insieme e che sta prendendo il via, con Tata coglieremo nuove opportunità".
Il manager ha richiamato le rispettive caratteristiche industriali delle due imprese. "Hanno operato in mercati diversi e hanno alle spalle storie uniche. Entrambe abbiamo sviluppato una profonda conoscenza del ruolo e delle responsabilità del nostro settore. Ecco perché questa unione ha così tanto senso", ha spiegato Persson.
La sede di Iveco Group resterà a Torino, così come rimarrà invariata l’identità dei marchi del gruppo. Tata Motors ha inoltre assunto l’impegno di sostenere la strategia e i programmi di investimento già delineati. Nella fase iniziale, l’obiettivo indicato dalle aziende è assicurare la continuità delle attività: contratti con la clientela, garanzie, post-vendita e servizi finanziari continueranno ad essere seguiti dagli stessi team e dalle reti già operative.
Persson ha posto l’accento sulla competenza maturata dal nuovo azionista nel comparto dei veicoli commerciali. Chandrasekaran, dal canto suo, ha indicato una prospettiva di investimento di lungo termine, fondata sulla condivisione di tecnologie e capacità tra le due organizzazioni.
L’integrazione mette insieme aree geografiche complementari. Tata Motors, primo produttore indiano di veicoli commerciali, dispone di una posizione consolidata anche in altri mercati dell’Asia, del Medio Oriente e del Nord Africa. Iveco contribuisce con la propria presenza in Europa e America Latina, oltre alle attività nei camion, negli autobus e nei motori Fpt, impiegati anche in applicazioni agricole, marine e nella generazione di energia.
Secondo Girish Wagh, le principali leve rese disponibili dalla maggiore scala riguardano l’ingegneria, gli acquisti e la distribuzione. Il gruppo potrà inoltre sviluppare un’offerta basata su un ventaglio tecnologico più ampio, comprendente diesel, gas naturale, propulsione elettrica a batteria ed idrogeno.