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directions_carIl governo va in pressing su Aspi e Atlantia

I nuovi arresti rendono la trattativa più complicata per le società dei Benetton. E il viceministro Buffagni reclama la manleva

Aumenta il pressing del governo su Aspi e su Atlantia per accelerare sul nuovo assetto societario della concessionaria. La nuova bufera giudiziaria che ha travolto gli ex vertici e gli attuali manager Aspi (subito sospesi) cambia gli equilibri, rendendo Atlantia più vulnerabile nella trattativa con Cdp e i fondi esteriche hanno davanti la scadenza del 30 novembre per presentare una nuova offerta. Così si torna a chiedere a gran voce la revoca della concessione, mentre Aspi cerca di smarcarsi dalla vecchia gestione, con l'ad Roberto Tomasi che rivendica il cambio di passo e annuncia l'arrivo di un nuovo sistema di monitoraggio digitale della rete per controlli ancora più efficienti.

La pressione del governo è a chiudere quanto prima la trattativa in corso con Cdp, che si trascina ormai da quattro mesi e che ha già visto andare a vuoto due offerte, perché i termini economici sono stati ritenuti da Atlantia non ancora sufficienti. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli fa capire che su Aspi potrebbe arrivare presto qualche decisione. La trattativa con Cdp, sottolinea De Micheli, "si muove su prezzi e valori di mercato in termini prospettici e non incrocia altre decisioni che il governo dovrà prendere a breve", mentre il viceministro Giancarlo Cancelleri ribadisce: "O si chiude entro quest'anno questa vicenda o diversamente si procederà alla revoca. Quell'atto è ancora sul tavolo del presidente del consiglio, non si è mai estinto e non ha mai perso efficacia".

Intanto Cdp, insieme ai partner esteri Blackstone e Macquarie, ha tempo fino al 30 novembre per presentare una nuova offerta che dovrà essere più articolata delle precedenti: proprio per questo diventa ancora più importante la questione del Pef, il piano economico finanziario, da cui dipende la valutazione dell'asset. Sia Cdp che i fondi hanno sempre confermato finora un range di prezzo tra 8,5 e 9,5 miliardi per il 100% di Aspi, valutazione, però, considerata inadeguata da Atlantia. Adesso, di fronte a questa nuova tegola calata sulla testa di Aspi, non è escluso che la nuova valutazione possa essere cambiata, in peggio pero, diventando magari addirittura inferiore. Non a caso, il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni richiama la famosa manleva, ritenuta quasi "obbligata" e comunque "fondamentale per tutelare il contribuente, vedendo che gli scandali commessi da questa società non sono finiti".

Il management di Aspi, da parte sua, cerca di proteggere l'azienda dalla nuova bufera giudiziaria. è proprio il nuovo ad Tomasi a gettare acqua sul fuoco: "Ho provveduto a rimuovere tutta la prima linea dei manager in questo anno e mezzo proprio per evitare influenze di alcun tipo - spiega Tomasi precisando di non aver avuto, dall'uscita di Castellucci dall'azienda, "alcun contatto né formale, né informale: noi siamo tranquilli per la trasparenza delle azioni che abbiamo messo in campo, a partire da un ingente piano di manutenzioni". "Il piano generale di controlli su tutta la rete permette oggi di escludere rischi", assicura Tomasi, che annuncia anche l'arrivo a fine novembre di una piattaforma per monitorare le infrastrutture con sistemi di intelligenza artificiale "aumentando ulteriormente l'efficienza e la trasparenza dei controlli". Il nuovo sistema è frutto di una partnership con Fincantieri NexTech e Ibm, che una volta a regime controllerà circa 4.500 opere, tra ponti, cavalcavia e gallerie.