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directions_carArrestati Castellucci e alcuni manager di Autostrade per l'Italia

Le accuse sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture

Le indagini sul crollo del ponte Morandi hanno portato questa mattina a una serie di arresti eccellenti. I militari della Guardia di Finanza a Roma hanno notificato la misura cautelare a Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società fino al gennaio del 2019, quando è stato liquidato con una cifra che sfiora i 13 milioni di euro e sostituito da Roberto Tomasi. Per Castellucci, già indagato nell'indagine madre sulla tragedia del viadotto Polcevera, è scattata la misura degli arresti domiciliari. Le misure cautelari coinvolgono anche altri cinque dirigenti di Autostrade: si tratta del direttore operazioni Paolo Berti, Michele Donferri, Stefano Marigliani (direttore del primo tronco) mentre Paolo Strazzullo e Massimo Miliani hanno subito misure interdittive.

Tutti sono indagati indagati sia sul filone principale (il crollo) che su quello secondario dei pannelli fonoassorbenti. Le accuse sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. Per quanto riguarda le barriere antirumore, la Guardia di Finanza parla di "numerosi e gravi elementi indiziari e fonti di prova". Secondo gli inquirenti c'era la "consapevolezza della difettosità delle barriere e del potenziale pericolo per la sicurezza stradale, con rischio cedimento nelle giornate di forte vento (fatti peraltro realmente avvenuti nel corso del 2016 e 2017 sulla rete autostradale genovese) e la consapevolezza di difetti progettuali e di sottostima dell’azione del vento, nonché dell’utilizzo di alcuni materiali per l’ancoraggio a terra non conformi alle certificazioni europee e scarsamente performanti".

Le indagini avrebbero messo in evidenza "la volontà di non procedere a lavori di sostituzione e messa in sicurezza adeguati, eludendo tale obbligo con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e non risolutivi. Per questo è scattata la frode nei confronti dello Stato". L'ordinanza di carcerazione è stata firmata dal Tribunale di Genova su richiesta della Procura che a quanto pare contesta all'ex numero uno di Aspi il reato di inquinamento probatorio. In sostanza Castellucci, primo degli indagati per il crollo e la strage di 43 persone avvenuta il 14 agosto 2018, ancora due anni dopo avrebbe tenuto rapporti molto stretti ed anche professionali con gli attuali dirigenti della concessionaria, tentando di depistare le indagini dei pm Massimo Terrile e Walter Cotugno.