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directions_carAutostrade per l'Italia e Toti rispondono alle accuse

In due comunicati le posizioni di Aspi e del governatore ligure

Non c'è quiete dopo la tempesta. L'arresto di alcuni manager di Autostrade per l'italia, ieri, ha scatenato reazioni a catena. A partire dai deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Trasporti. "L'arresto dell'ex ad di Autostrade e di ex manager è uno schiaffo ai cittadini liguri. Pur nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, l'inchiesta conferma che avevamo ragione - hanno detto i deputati 5S - Aspi, negli anni, si è trasformato in un bancomat a scapito della sicurezza dei cittadini. In questo filone d'indagine sul crollo del ponte Morandi, e dalle intercettazioni che stanno uscendo in queste ore, emerge in modo drammatico la leggerezza con la quale il management, pur sapendo della pericolosità dei materiali per gli automobilisti, operava nella gestione e manutenzione dei tratti autostradali di competenza. Ci chiediamo, a questo punto, se e come la stessa leggerezza sul tipo dei materiali utilizzati e la mancata manutenzione abbiano avuto un ruolo decisivo nel crollo del ponte Morandi che ha causato ben 43 vittime e messa in ginocchio l'economia della città di Genova. Un fatto gravissimo che deve spingerci, quanto prima, a chiudere la partita con Aspi ed estromettere Atlantia, e dare una nuova governance all'azienda concessionaria. Dobbiamo voltare pagina e farlo al più presto" concludono i deputati M5s.

Non si fa attendere la presa di posizione di Aspi. Con una nota, la società precisa che "l’indagine della Procura di Genova, che ha portato stamane a misure cautelari nei confronti di 4 ex manager di Aspi e di due tecnici (uno del Tronco genovese e l’altro trasferito presso il Traforo del Monte Bianco), riguarda una specifica tipologia di barriere integrate anti-rumore, denominate Integautos, presenti su circa 60 dei 3.000 km di rete di Autostrade per l’Italia. La società era venuta a conoscenza delle attività di indagine lo scorso 10 dicembre 2019, a seguito di un provvedimento di sequestro di documentazione notificatole dalla guardia di finanza di Genova, come reso noto dalla società stessa nella successiva trimestrale. La totalità di queste barriere - prosegue la nota Aspi - è già stata verificata e messa in sicurezza con opportuni interventi tecnici tra la fine del 2019 e gennaio 2020, nell’ambito del generale assessment delle infrastrutture messo in atto dalla società su tutta la rete autostradale. Per tali infrastrutture è stato parallelamente definito a inizio 2020 un piano di sostituzione di intesa con il dicastero concedente, articolato in tre fasi: una prima fase propedeutica agli interventi, attualmente in corso. Una seconda fase, che prevede la sostituzione delle barriere nei punti maggiormente esposti a impatto acustico, pianificata dalla seconda metà del 2021. Una successiva terza fase completerà invece la sostituzione sugli altri punti. La spesa per la totalità degli interventi di sostituzione, pari a circa 170 milioni di euro, è già stata autorizzata dal consiglio di amministrazione di Aspi dell’aprile 2020 e sarà a completo carico della società. Tutte le procedure di controllo e di sicurezza specifica Aspi - nonché le soluzioni progettuali per la sostituzione delle barriere, sono stati definiti con gli organi tecnici preposti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Rispetto ai due tecnici dipendenti - conclude la nota di Aspi - la società ha attivato le procedure previste dal contratto per una immediata sospensione dal servizio. Aspi valuterà inoltre tutti gli ulteriori interventi del caso a propria tutela sulla base delle risultanze degli atti di indagine".

Non è ancora finita. La tempesta coinvolge anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, intercettato dalla Guardi di Finanza il 30 ottobre 2018, due mesi e mezzo dopo il crollo del ponte Morandi. "Dall’ascolto di alcune conversazioni intercettate è emerso che all’indomani del disastro del ponte Morandi, Castellucci ha cercato con ogni mezzo di ricostruire i buoni rapporti con lo Stato (che è il soggetto concedente e che ventilava ad Aspi la revoca della concessione) offrendo, condizionatamente cospicue somme di denaro", scrive la gip Paola Faggioni nell’ordinanza da più di cento pagine che ha portato ai domiciliari l’ex top manager di Atlantia. "In questo contesto rilevano alcune conversazioni dalle quali emerge la disponibilità da parte di Castellucci a fornire un aiuto economico per il salvataggio della Banca Carige al fine di ricucire i buoni rapporti con il Governo", scrive sempre la gip. Sono le giornate in cui, lo ricordiamo, la storica Cassa di risparmio di Genova e Imperia traballa e si appresta ad affrontare un momento difficile, che culminerà con il commissariamento del gennaio 2019. In quest'ottica Castellucci discute di questo con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nella telefonata che è caduta nelle maglie dell'inchiesta. E riguardo alla quale il governatore ligure, in una nota, sostiene quanto segue: "Salvare i risparmiatori liguri: questa è l’unica ragione per cui ho discusso telefonicamente con Giovanni Castellucci di un possibile intervento di Atlantia, di cui allora era amministratore delegato, nel salvataggio di Banca Carige. Si è trattato di un contatto sollecitato da tutti i soggetti interessati al salvataggio dell’Istituto di credito genovese. A due mesi dalla tragedia del crollo di Ponte Morandi, la Liguria non si sarebbe potuta permettere anche il fallimento del suo Istituto di Credito, motivo per cui ogni ipotesi per evitarlo è stata presa in considerazione in quei momenti, compreso un eventuale intervento di Atlantia". Il governatore sottolinea che "qualsiasi intenzione da parte di Castellucci di ottenere appoggi da parte del governo per la sua azienda non ha trovato in me alcuna sponda. A ulteriore riprova di questo - rimarca Toti - resta il fatto che, come sottolinea il giudice per le indagini preliminari, nessuna promessa al riguardo è stata fatta durante la conversazione e che in ogni caso nulla è accaduto poiché l’ipotesi di un ingresso di Atlantia nel capitale di Carige è subito sfumata".