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Aci-Gc: firmato accordo-quadro su sicurezza stradale ed in mare

Per la durata di tre anni su promozione di iniziative

Il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto –Guardia costiera e l’Automobile club d’Italia (Aci) nei prossimi tre anni collaboreranno per la promozione di iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza in mare e di quella stradale. 

Infatti, a Roma, presso la sede del Comando Generale è stato sottoscritto ieri un accordo -siglato dal Comandante generale, ammiraglio Ispettore capo Nicola Carlone, e dal presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani - all’interno del quale le due Amministrazioni si sono impegnate a definire le linee di collaborazione che vedono al centro un impegno comune per valorizzare nella collettività i temi della sicurezza, declinati in due realtà, il mare e la strada, spesso vicine e assimilabili.

Alla sottoscrizione di questo accordo seguiranno sinergie operative che porteranno alla pianificazione di momenti di incontro sul territorio che vedranno insieme le due organizzazioni, le quali attraverso stage, workshop, congressi, conferenze, seminari promuoveranno una sempre maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza.

Nel momento d’incontro propedeutico alla sottoscrizione, l’ammiraglio Carlone ha sottolineato come la sicurezza rappresenti una priorità per le Capitanerie di porto–Guardia Costiera, dedite da sempre a garantire la salvaguardia della vita umana in mare e la sicurezza della navigazione, e come la continua attività di divulgazione di comportamenti responsabili possa essere considerato un vero e proprio investimento per la prevenzione degli incidenti in mare. 

“Su strada come in mare –ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia– la mobilità deve essere sempre responsabile e sostenibile. Questo è il principio cardine dell’accordo sottoscritto con Capitanerie di porto–Guardia Costiera. Continuiamo a mettere a disposizione del Paese il nostro know-how formativo per la sicurezza, sfruttando appieno anche le strutture dell’Aci sul territorio”.

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