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Porti nord-europei hub per auto cinesi

La strategia dei marchi del Dragone per esportare più veicoli elettrici

Entro il 2028 Pechino avrà la quarta flotta di navi ro-ro più grande del mondo. Infatti, le case automobilistiche e gli spedizionieri cinesi stanno ordinando un numero record di traghetti progettati per il trasporto di veicoli gommati. L'obiettivo comune è quello di agevolare le esportazioni di auto elettriche prodotte nel Paese del Dragone. In particolare Pechino punta a trasformare i porti nordeuropei in un hub automotive.

Oggi la Cina possiede 33 navi e si posiziona all'ottavo posto nella classifica globale dei Paesi con più unità marittime destinate al trasporto di veicoli, dietro a Giappone (283 navi), Norvegia (102), Corea del Sud (72) e Isola di Man (61 navi). Tuttavia, le aziende cinesi che operano nell'indotto del settore automotive hanno 47 navi ro-ro già ordinate, senza dimenticare i milioni di metri quadrati di piazzali portuali in Europa usati per parcheggiare le vetture a batteria. 

Pechino è affamata di spazi. Una testimonianza in tal senso è offerta dal porto di Vado Ligure (Savona) dove in questi giorni è nata la società Vehicle Logistic Vado, costituita dal Gruppo Fratelli Cosulich insieme all'azienda italiana di trasporto veicoli Xca, controllata dalle famiglie di imprenditori Arcese e Conti. Una fame di spazi giustificata dal rallentamento delle vendite di auto a batteria e dai colli di bottiglia logistici. Insomma, l'obiettivo è massimizzare l'efficienza di ogni anello dell'industria automotive.

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