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Italia valuta ingresso di un secondo produttore di automobili

Investire nella capacità interna: opportunità per il settore nazionale

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto su "Radio 24" a "Mattino 24", ha aperto alla possibilità che un secondo produttore di automobili, anche di origine cinese, possa investire in Italia. Rispondendo ad una domanda su Leapmotor, partner cinese di Stellantis, il ministro ha evidenziato come il settore automobilistico italiano soffra di una produzione interna che non riesce a soddisfare la domanda nazionale.

"Siamo consapevoli, così come Stellantis, che l'Italia è un mercato aperto e con una capacità produttiva limitata che non riesce a coprire appieno le necessità locali", ha dichiarato. Ha inoltre notato che l'Italia è unica in Europa per il grande divario tra vetture prodotte (450.000 unità) e quelle immatricolate, circa un milione e mezzo ogni anno.

L'obiettivo del Governo, secondo il ministro, è aumentare la produzione domestica, e l'arrivo di un secondo produttore potrebbe rappresentare una soluzione. "Siamo aperti alla possibilità che questo ruolo possa essere ricoperto anche da un'azienda cinese, con la condizione che la produzione avvenga in Italia usando manodopera e componenti locali", ha spiegato.

Urso ha poi sottolineato la consapevolezza del governo cinese riguardo all'innalzamento delle barriere commerciali in Europa, simili a quelle adottate di recente dagli Usa. Con il mercato statunitense reso meno accessibile, l'eccesso di produzione cinese potrebbe riversarsi in Europa.

Il ministro ha concluso suggerendo che, se i consumatori italiani dovessero orientarsi verso automobili cinesi per ragioni di competitività dei modelli, sarebbe preferibile che queste vetture fossero prodotte in Italia. "Acquistare un'auto cinese realizzata con componenti e lavoro italiani è un'opzione migliore rispetto all'importazione diretta dalla Cina", ha affermato.

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