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Strategie ed incertezze verso l'obiettivo auto elettriche 2035 in Europa

Tra sfide ed opportunità nella transizione verso la mobilità sostenibile

L'Unione europea ha ribadito la necessità di accelerare verso i target fissati per il 2035 nel settore automobilistico. Questo messaggio è stato trasmesso in un contesto non particolarmente ottimistico, tra il lento progresso della decarbonizzazione industriale e la concorrenza dei veicoli cinesi a basso costo. Thierry Breton, durante un incontro a Palazzo Berlaymont, ha espresso preoccupazione per i ritardi delle case automobilistiche europee nell'eliminazione graduale dei motori endotermici, prevista per il 2035.

Alla riunione, che ha visto la partecipazione di rappresentanti industriali, regionali, cittadini, sindacali e di Ong, Breton ha aperto anche a suggerimenti per adeguare gli indicatori normativi europei secondo le necessità. Ha sottolineato che, per raggiungere l’obiettivo del 2035, è necessario accelerare su vari fronti come i fondi per la transizione, le colonnine di ricarica, le competenze e l’accesso a batterie e materie prime.

Il commissario ha evidenziato che il compito dei politici non è aspettare passivamente ma collaborare attivamente con l'industria. Questo ammonimento arriva mentre si avvicina il 2026, data in cui la Commissione europea potrebbe rivedere l'obiettivo del 2035 grazie ad una clausola di revisione del regolamento Ue. Il ministro Imprese e Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, ha proposto di anticipare questa revisione alla prima parte del 2025.

Nel frattempo, la scorsa settimana, Volkswagen ha annunciato di voler cessare la produzione di veicoli elettrici nel suo impianto Audi di Bruxelles, che ora rischia la chiusura, e sta considerando una simile misura per uno stabilimento in Germania. Questa decisione ha scatenato forti proteste da parte dei lavoratori, con una mobilitazione prevista per il 16 settembre.

Anche Mario Draghi, presentando il report sulla competitività europea, ha rilevato un disallineamento tra richieste dell'industria e risposte dell'Ue, citando la carenza di infrastrutture per le colonnine elettriche come freno all'espansione dei veicoli elettrici. Lo stesso ex-presidente del Consiglio dei ministri italiano ha sottolineato la necessità di un allineamento tra le politiche climatiche, industriali e commerciali per supportare la transizione verde e rispettare le scadenze ambiziose previste per il 2035.

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