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Stellantis: cassa integrazione per Termoli, polemiche sulle politiche europee

Misure straordinarie per adeguare la produzione, mentre il ministro Urso (Mimit) critica l’Europa

Stellantis in una dichiarazione ha comunicato alle organizzazioni sindacali dello stabilimento di Termoli (Campobasso) la richiesta di cassa integrazione per il periodo che va dal 16 al 22 dicembre, riguardante le linee produttive dei motori Gse e V6. Questa decisione è legata alla necessità di adeguare i volumi produttivi alle attuali condizioni di mercato, influenzate dalle temporanee sospensioni produttive negli stabilimenti di Pomigliano (Napoli) e Cassino (Frosinone). La misura mira a garantire una gestione efficiente delle risorse come ribadito dall'azienda.

Le critiche non sono mancate il ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, ha criticato aspramente le normative europee definendole folli. Durante il question time alla Camera dei deputati, il ministro ha ricordato che Stellantis dovrà presentare entro il 16 dicembre un piano dettagliato sugli investimenti in Italia e sulla realizzazione della gigafactory di Termoli. Poi ha aggiunto che l’Italia, insieme al governo ceco, presenterà al prossimo consiglio competitività dell’Ue un documento comune per ridiscutere le normative industriali europee.

Inoltre Stellantis ha annunciato alle organizzazioni sindacali dello stabilimento di Cassino che il 29 novembre l'attività produttiva sarà sospesa nell'ambito del contratto di solidarietà in vigore fino al 31 dicembre, a causa della carenza di ordini e della necessità di adeguare il mix produttivo. Nonostante ciò l'azienda ribadisce il suo impegno per garantire la continuità degli impianti ed il supporto ai propri dipendenti in questo periodo difficile, riconoscendo che si tratta di un percorso impegnativo che richiede unità e visione per il futuro.

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