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Audi: chiude ufficialmente lo stabilimento di Bruxelles, 3 mila licenziamenti

Nonostante gli sforzi sindacali, l'azienda offre solo liquidazioni ai dipendenti

La storica fabbrica Audi di Bruxelles che dal 1949 ha visto la produzione di innumerevoli modelli chiuderà definitivamente ne febbraio del 2025. La notizia comporterà il licenziamento di circa 3 mila dipendenti senza che fosse concordato un piano sociale per il loro reintegro nel mercato del lavoro.

Nonostante le trattative tra la dirigenza Audi e i rappresentanti dei lavoratori, i colloqui per trovare una soluzione condivisa sono falliti. La direzione dell’azienda ha rifiutato le proposte avanzate dai sindacati, ritenendole insufficienti, e ha deciso di procedere con un’offerta di buonuscita per ogni dipendente, che supera gli obblighi legali. Secondo Audi, le liquidazioni, basate sull'anzianità di servizio, sono molto più generose di quelle previste dalla legge. Un dipendente con circa 17 anni di servizio, ad esempio, potrebbe ricevere un’indennità di fine rapporto compresa tra i 125.000 e i 190.000 euro, a seconda del ruolo ricoperto.

Questa decisione segna la fine di una lunga tradizione industriale a Bruxelles, dove la produzione automobilistica iniziò con la Studebaker nel 1949 e proseguì con la fabbricazione di modelli famosi come il Maggiolino e la Volkswagen Golf. Nel 2007, Audi subentrò a Volkswagen nella gestione dell’impianto, e negli ultimi anni, la produzione delle auto elettriche Q8 e-tron era diventata l'elemento distintivo dello stabilimento. Purtroppo, la domanda globale di queste vetture non è stata sufficiente a giustificare il mantenimento della produzione nello stabilimento belga.

Nel corso dell’anno, i sindacati avevano sperato di poter trasformare la chiusura dello stabilimento in una battaglia per l’intero settore automobilistico europeo, ma la mancanza di sostegno e solidarietà da parte dei colleghi tedeschi, alle prese con le proprie difficoltà, ha indebolito la causa. Le proteste si sono intensificate nei mesi scorsi, ma non sono riuscite a fermare la chiusura della fabbrica.

La ricerca di un investitore che potesse rilevare lo stabilimento è fallita a metà novembre, quando un potenziale acquirente nel settore dei veicoli commerciali ha ritirato la sua offerta. Il membro del consiglio Gerd Walker ha dichiarato che è stato "il momento più difficile della sua carriera professionale".

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