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Ritardi nella sostituzione delle carrozzine elettriche

Caso Emilia-Romagna: oltre 30 giorni senza ausili, sollecitati interventi e scorte

Ridurre i tempi di sostituzione delle carrozzine elettriche in Emilia-Romagna: lo solleva in Aula regionale Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia), sottolineando che la rapidità di intervento va valutata alla luce della tutela dell’autonomia personale. 

Le sedie a propulsione elettrica sono dispositivi essenziali per molte persone con disabilità motoria: la loro assenza, anche temporanea, annulla libertà di movimento, partecipazione sociale ed autodeterminazione, con possibili profili di incompatibilità rispetto ai principi costituzionali ed alla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. 

Evangelisti porta all’attenzione un caso emblematico: una cittadina emiliano-romagnola è rimasta senza carrozzina dal 28 novembre dopo un danneggiamento irreparabile subito durante un viaggio aereo. Nonostante la segnalazione immediata e la comprovata urgenza, la procedura di sostituzione è risultata lenta e frammentata. È stata richiesta una nuova visita fisiatrica, effettuata soltanto il 12 dicembre nonostante la paziente fosse già in carico al servizio sanitario; la documentazione è stata inizialmente trasmessa con un errore formale e reinviata in seguito. Pur risultando approvata la fornitura il 15 dicembre, la consegna è stata fissata oltre un mese dopo e non è stato fornito alcun ausilio sostitutivo o carrozzina di scorta: la persona rimane priva di autonomia da oltre trenta giorni. 

Con un atto ispettivo, Evangelisti chiede alla Giunta quali misure urgenti intenda adottare per garantire ausili temporanei o scorte in caso di guasti irreparabili, se non sia il caso di snellire le procedure che impongono visite ripetute ad utenti già noti, e di rivedere i criteri di vita utile degli ausili elettrici considerando l’uso intensivo quotidiano. Sollecita inoltre chiarimenti sui controlli e sul monitoraggio dei tempi di risposta delle Ausl e degli uffici protesi e chiede se non si configuri una violazione dei diritti fondamentali delle persone con disabilità.

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