Secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione della Procura di Roma, il componente del Collegio del garante per la protezione dei dati personali, Agostino Ghiglia, sarebbe ricorso all’autovettura di servizio per recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato istituzionale. L’informazione è contenuta nel paragrafo che tratta dell’“uso improprio dell’autovettura di servizio” nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza i reati di peculato e corruzione a carico dei vertici dell’Autorità. Gli accertamenti delegati alla Guardia di Finanza segnalano che, con la pubblicazione del censimento permanente delle auto di servizio delle pubbliche amministrazioni del 30 dicembre 2024, risulta assegnata al Garante un’auto con autista ad uso esclusivo. Tale vettura, si legge, dovrebbe essere impiegata unicamente per inderogabili esigenze di servizio e non per gli spostamenti casa-lavoro o per attività personali.
Le attività di osservazione condotte dalla GdF, secondo il decreto, avrebbero invece rilevato un utilizzo ricorrente del veicolo da parte di tutti i membri del Collegio e per spostamenti non riconducibili ad esigenze istituzionali, comprendendo anche trasferimenti di carattere strettamente personale. Le contestazioni restano al momento nel quadro delle ipotesi investigative contenute nel provvedimento.