Mitsubishi Electric ha avviato formalmente la dismissione della sua unità dedicata ai componenti per autoveicoli, aprendo la fase di raccolta delle offerte vincolanti. Fonti di "Bloomberg" indicano che i potenziali acquirenti avranno tempo fino al 26 gennaio per presentare le prime proposte; il valore della cessione è stimato tra i 200 ed i 300 miliardi di yen (circa 1,3–1,9 miliardi di dollari).
La divisione coinvolta produce tecnologie chiave per la mobilità elettrificata, tra cui inverter e motori per veicoli ibridi ed elettrici, oltre a sistemi di infotainment e connettività per vetture. Si tratta di segmenti con forti pressioni sui margini: la competizione sui costi tra fornitori Tier-1, l’integrazione verticale da parte dei costruttori e la compressione dei prezzi sui componenti elettronici rendono il business meno attrattivo in un portafoglio aziendale orientato alla redditività.
L’operazione potrebbe suscitare interesse sia da parte di case automobilistiche e grandi fornitori che vogliano consolidare catene di fornitura, sia da investitori finanziari alla ricerca di piattaforme tecnologiche scalabili. Per Mitsubishi Electric, la vendita rappresenterebbe un’opportunità per riallocare capitale verso attività core ad alto margine e per semplificare la struttura industriale, pur mantenendo un ruolo nel mercato globale dell’elettronica di potenza.