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Fiom: allarme per la dislocazione di attività Stellantis in Algeria

Richiesta di tutele per i lavoratori e misure nazionali a sostegno dell'indotto

"Sono senza parole", così Michele De Palma, segretario generale Fiom, ha commentato a Torino la convocazione indetta da Stellantis rivolta alle aziende dell'indotto auto per illustrare opportunità produttive in Algeria. Il segretario ha definito incoerente che, mentre si proclama l'importanza strategica dell'Italia e di Torino, si spinga la filiera a spostare attività verso il Mediterraneo proponendo condizioni remunerative e contrattuali che equipara ad una sorta di "semischiavitù" per i lavoratori locali. 

Il sindacalista ha rivolto un monito al Governo — che ha definito "nazionalista", pur precisando di non esserlo personalmente— sostenendo che non si possono delocalizzare produzioni verso Paesi privi di garanzie su libertà sindacali, retribuzioni minime e standard ambientali. Secondo De Palma, questa strategia avviene in un momento di profonda crisi per l'indotto automobilistico italiano, fortemente dipendente da Stellantis, e richiede risposte concrete da parte sia dell'azienda sia delle istituzioni per rilanciare il settore nel nostro Paese.

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