Il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó si trova oggi a Mosca con l’obiettivo di blindare la sicurezza energetica di Budapest: assicurare che il Paese continui a ricevere petrolio e gas naturale nonostante le tensioni internazionali e senza variazioni di prezzo. Lo ha reso noto su "X" il portavoce del governo, Zoltan Kovacs. La missione arriva in un contesto complicato: la sospensione delle forniture attraverso il sistema Druzhba, le obiezioni della Croazia alla possibilità per l’Ungheria di importare petrolio russo via mare e la paralisi dello Stretto di Hormuz legata al conflitto in Iran. Szijjártó intende ottenere da Mosca impegni formali sulla continuità e sul mantenimento delle tariffe, ricordando che i prezzi agevolati dei servizi pubblici ungheresi dipendono dall’accesso stabile alle risorse energetiche russe.
La visita ha anche una componente umanitaria: il ministro ha citato il caso di cittadini ungheresi arruolati con la coscrizione forzata e poi portati sul fronte ucraino, alcuni dei quali risultano uccisi, dispersi o fatti prigionieri dalle forze russe. Szijjártó ha espresso la speranza di rientrare con più connazionali al seguito di quanti ne ha portati con sé, segnalando l’impegno del governo nella tutela degli ungheresi all’estero.