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Taipei riorganizza approvvigionamenti energetici per crisi geopolitica

Petrolio via Mar Rosso, acquisti spot, riserve ed impatti su tariffe e trasporti

Il governo di Taipei ha annunciato un riposizionamento delle rotte d’importazione del greggio per attenuare il rischio derivante dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz: quasi la metà dei volumi – circa il 46% – sarà convogliata attraverso porti sauditi sul Mar Rosso, mentre il restante 54% sarà coperto mediante acquisti spot sul mercato internazionale. Le riserve strategiche dell’isola sono attualmente superiori a 140 giorni di consumo, valore che fornisce un cuscinetto operativo significativo dato l’elevato grado di dipendenza dal Medio Oriente (circa il 70% delle importazioni petrolifere). 

Per il Gas naturale liquefatto (Gnl) le autorità garantiscono forniture fino a fine giugno e hanno predisposto interventi sul mercato spot qualora si rendessero necessarie integrazioni. Sul fronte domestico, per mitigare l’impatto sulle famiglie il prezzo del gas resterà congelato per il mese di aprile; al contempo però le imprese dovranno affrontare aumenti: il Gnl salirà del 5% e le tariffe elettriche per i grandi consumatori potranno incrementare fino al 41,6%. 

Anche il trasporto aereo subirà effetti di rilievo, con un incremento del 157% dei supplementi carburante sui voli internazionali, riflettendo la pressione sui costi energetici. La strategia punta a preservare la sicurezza energetica nazionale attraverso una combinazione di diversificazione delle rotte, scorte robuste e ricorso al mercato spot, bilanciando stabilità dell’offerta e sostenibilità economica per i diversi segmenti di utenza.

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