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"The Beast" a Pechino: il convoglio blindato di Trump e Xi

Come si muovono i leader tra protezione e logistica

La visita di Donald Trump a Pechino, fissata per il 14-15 maggio, viene accompagnata da un apparato di sicurezza che si estende ben oltre la sola auto presidenziale. La permanenza nella capitale cinese per due giorni è stata definita una scelta dettata da agenda e protezione: "Aggiungere una seconda destinazione rischierebbe di compromettere la sicurezza e creare un incubo logistico, quindi entrambe le parti hanno concordato che la visita sarà solo a Pechino", ha riferito una fonte citata dal "South China Morning Post".

Al centro del dispositivo americano resta "The Beast", la limousine presidenziale costruita su misura, nota anche con il nome in codice "Stagecoach" e descritta come una fortezza mobile. General Motors, casa madre di Cadillac, ha precisato che l’attuale versione deriva dalla CT6 ed è stata impiegata per la prima volta nel 2018, in occasione di una sua visita a New York.

Il mezzo, valutato intorno a 1,5 milioni di dollari, presenta caratteristiche da veicolo pesante più che da berlina tradizionale: il peso oscilla tra 6800 e 9100 chilogrammi e la struttura poggia su un telaio da camion heavy-duty lungo circa 5,5 metri. La blindatura, composta da acciaio, alluminio, ceramica e titanio, è studiata per resistere sia ai colpi d’arma da fuoco sia ad esplosioni. I finestrini sarebbero formati da vetro antiproiettile multistrato spesso 7,6 centimetri, mentre la carrozzeria raggiungerebbe uno spessore di 20,3 centimetri.

All’interno, la limousine a sette posti sarebbe equipaggiata con sistemi di guida notturna, cannoni lacrimogeni, cortine fumogene e maniglie elettrificate. L’abitacolo sigillato incorpora una riserva autonoma di ossigeno per far fronte ad un possibile attacco chimico ed ospita inoltre un frigorifero con sangue compatibile con il gruppo del presidente, da utilizzare in caso di ferimento. Sul fronte operativo, il veicolo dispone anche di dispositivi run-flat su ciascuna ruota, così da poter proseguire la marcia anche con pneumatici gravemente danneggiati o distrutti. Sono presenti infine sistemi di comunicazione avanzati, tra cui accesso ad internet, una rete telefonica sicura e strumenti per trasmettere i codici nucleari.

Il tema della mobilità presidenziale non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Anche Xi Jinping utilizza una limousine realizzata su misura da Hongqi, ossia Bandiera rossa, il marchio di lusso preferito dal governo cinese per i veicoli ufficiali di Stato. I dettagli sul modello presidenziale restano limitati, ma il mezzo sarebbe lungo circa 5,5 metri, completamente blindato e dotato di reti di comunicazione criptate. Hongqi produce inoltre una delle automobili cinesi più costose ed esclusive, con versioni commerciali prossime ad un milione di dollari.

Sebbene le due limousine rispondano a filosofie costruttive ed origini differenti, l’impostazione è simile: entrambe funzionano come centri di comando mobili, con livelli di protezione e capacità di sicurezza estesi. Nel caso americano, il convoglio che accompagna il presidente è organizzato dal Secret Service come un sistema blindato pensato per coniugare protezione e continuità operativa. Spesso descritto come una "Casa bianca su ruote", include una propria forza di risposta alle emergenze, unità di comunicazione e strutture mediche.

Accanto a "The Beast" il corteo comprende di norma tra 30 e 50 veicoli, fra cui limousine civetta, un’auto per la ricognizione del percorso, mezzi apripista e motociclette, oltre ad un veicolo elettronico di contromisure noto come "watchtower" ed alle auto delle squadre di controassalto. Non mancano mezzi specializzati per fronteggiare minacce nucleari, biologiche o chimiche, insieme alle ambulanze.

In aggiunta, i Suv avvistati a Pechino risultano modificati per sostenere carichi estremi. Montano blindature pesanti in acciaio, vetri antiproiettile, pneumatici run-flat ed apparati di disturbo ad alta tecnologia concepiti per bloccare i segnali radio impiegati per attivare ordigni a distanza lungo il percorso. Come parte del dispositivo di sicurezza vengono inoltre dispiegati in anticipo almeno due elicotteri presidenziali, Marine One Sea King o Black Hawk.

Secondo quanto riferito, il caso più recente di ospite straniero a bordo di "The Beast" riguarda il presidente russo Vladimir Putin, salito sulla limousine in Alaska lo scorso agosto per un tragitto di circa dieci minuti.

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