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Gioia Tauro è in overbooking: allarme spazi nel porto

Il presidente Piacenza lancia l'appello per sbloccare le aree ex Enel

A metà luglio 2026, durante il festival Visioni Collettive a San Ferdinando, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paolo Piacenza ha lanciato un forte grido d’allarme sulla saturazione del porto di Gioia Tauro, lo scalo calabrese che oggi gestisce oltre il quaranta per cento dei traffici di container nazionali. Con i piazzali operativi ormai vicini all’overbooking strutturale, il vertice della portualità locale ha evidenziato l’assoluta urgenza di sbloccare nuovi spazi nel retroporto per non frenare una crescita straordinaria. Lo scalo soffre infatti di una cronica e grave mancanza di superfici di stoccaggio che rischia di compromettere la sua leadership nel Mediterraneo, faticosamente conquistata grazie alla centralità nelle rotte globali del transhipment, frenando l'operatività quotidiana e lo sbarco delle grandi navi porta-container di ultima generazione.

Il fulcro della mancata espansione risiede nelle storiche aree ex Enel, collocate tra i territori comunali di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando. Questi terreni di pregio rimangono purtroppo ostaggio di un complesso contenzioso giuridico con il Corap, il consorzio industriale calabrese attualmente in liquidazione. Questa sovrapposizione amministrativa congela di fatto la disponibilità di aree che ricadono all'interno della Zona Economica Speciale, bloccando lo sviluppo industriale dell'intera piana calabrese.

I riflessi di questa paralisi burocratica colpiscono direttamente i grandi operatori privati che animano la vita economica dello scalo meridionale. Medcenter Container Terminal, controllata dal colosso mondiale MSC, e Automar, l'hub logistico del Gruppo Grimaldi specializzato nell'automotive, sono pronti da tempo a investire massicciamente per ampliare i propri terminal, ma si scontrano con l'impossibilità di accedere a questi suoli strategici. Per superare urgentemente questo preoccupante stato di impasse e garantire un solido futuro occupazionale al territorio della piana, serve un'azione coordinata tra la Regione Calabria, il commissario Zes e tutte le amministrazioni locali. Solo risolvendo questo nodo l'Italia potrà difendere la competitività del suo porto più importante.

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