Il porto di Gioia Tauro ha segnato una svolta storica nella transizione ecologica dei trasporti marittimi nazionali completando con successo la prima operazione di alimentazione elettrica da terra per una meganave cargo. L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata dal presidente Paolo Piacenza, ha connesso alla rete elettrica di banchina la gigantesca portacontainer MSC Mirja, un colosso da oltre diciannovemila TEU. Durante l'ormeggio nello scalo calabrese, l'imponente imbarcazione ha spento completamente i propri generatori ausiliari a gasolio, ricevendo energia pulita direttamente dalla terraferma attraverso l'innovativo sistema di cold ironing.
Questo test pionieristico ha richiesto l'erogazione costante di circa sette megawatt di potenza, azzerando istantaneamente le emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto e polveri sottili in atmosfera, oltre ad abbattere drasticamente l'inquinamento acustico nell'area portuale. L'iniziativa inserisce Gioia Tauro nel ristretto club degli scali europei già pronti a soddisfare i rigidi requisiti del pacchetto comunitario Fit for 55, che impone l'elettrificazione delle banchine entro il decennio. Per sostenere questa rivoluzione, l'ente portuale ha avviato un imponente potenziamento infrastrutturale volto a elevare la capacità della rete locale fino a ottanta megawatt.
A questo sforzo pubblico si affianca il piano di elettrificazione della Medcenter Container Terminal, società del gruppo MSC che gestisce l'area container, intenzionata a investire su nuove gru elettriche di banchina e piazzale per ulteriori ottanta megawatt. L'accordo complessivo prevede una connessione alla rete ad alta tensione da ben 160 megawatt, una potenza paragonabile al fabbisogno energetico di una grande città. Trasformando le banchine in banchi di prova per la sostenibilità tecnologica, lo scalo calabrese dimostra come la decarbonizzazione possa diventare un fattore di attrazione e competitività internazionale per l'intera logistica italiana.