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Deregulation taxi croati: un caso di sfruttamento turistico

Un episodio eclatante che evidenzia criticità tariffe nel settore

Ieri in Croazia, due turiste italiane hanno vissuto una spiacevole disavventura: per coprire i soli 25 chilometri che separano il centro di Spalato dall’aeroporto, hanno dovuto sborsare ben 550 Euro per una corsa in taxi. A riportare la vicenda è stato un portale locale di Spalato, successivamente ripreso anche dalla stampa nazionale croata.

Le due turiste, indignate, hanno condiviso sui social la ricevuta della carta di credito, annunciando l'intenzione di sporgere denuncia. Tuttavia, appare improbabile che la vicenda possa avere conseguenze legali significative. Infatti, il settore delle tariffe taxi in Croazia è caratterizzato da una notevole deregolamentazione, che consente ai tassisti di fissare prezzi a loro discrezione e modificarli in qualsiasi momento.

La stampa croata ha sottolineato come episodi del genere non siano isolati. Questo caso eclatante viene citato come esempio di come nel comparto turistico croato vi siano operatori disposti a sfruttare situazioni di vulnerabilità dei turisti. Quest’estate, infatti, diverse testate locali hanno segnalato prezzi estremamente elevati per servizi comuni lungo la costa croata, come ad esempio il noleggio di ombrelloni, i parcheggi, e persino per il consumo di bibite e snack sulle spiagge.

Sembra che la crescente domanda turistica, unita alla mancanza di regolamentazioni stringenti, stia rendendo sempre più comune l’abuso dei prezzi. Questo fenomeno rischia di danneggiare l’immagine del turismo croato, facendo emergere la necessità di un intervento normativo che possa tutelare sia i turisti che il settore stesso, promuovendo una maggiore trasparenza nelle tariffe dei servizi turistici.

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