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Federauto: necessario rivedere il green deal automotive

Artusi: “Pragmatismo e neutralità tecnologica per superare la crisi del settore e ridurre le emissioni”

Il settore automotive europeo è in difficoltà, schiacciato dalle nuove normative e dal mercato dell'elettrico che fatica a ingranare. A denunciare questa situazione è Massimo Artusi, presidente di Fedrauto, durante il convegno "Superare la transizione ideologica" organizzato a Milano da Ngv Italy in collaborazione con la Regione Lombardia. 

Artusi sottolinea come il pacchetto normativo "Fit for 55" dell'Ue abbia imposto obiettivi di riduzioni delle emissioni di CO2 che risultano difficili da raggiungere, aggravando cosi la crisi del comparto con multe pesanti per il mancato rispetto dei target. Inoltre ha aggiunto che la transizione ecologica cosi impostata non è sostenibile e che non si può più rinviare una revisione delle normative Ue.

La proposta di Federauto, sostenuta dagli stakeholder del settore, si basa su tre punti fondamentali:

  1. Neutralità tecnologica: garantire che ogni Paese possa scegliere autonomamente le tecnologie più adatte per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione;
  2. Coerenza normativa: armonizzare i parametri della transizione con la Direttiva Red III, che già promuove soluzioni alternative come i biocarburanti;
  3. Diversificazione energetica: accanto all’elettrico, puntare su biometano, biocarburanti carbon neutral e “low carbon fuels”, già disponibili e più sostenibili dal punto di vista ambientale.

Non si può ignorare che su scala europea circa il 55-60% dell'energia elettrica proviene ancora da fonti fossili. I biocarburanti invece possono essere prodotti attraverso processi di economia circolare e garantiscono emissioni neutre di carbonio ha aggiunto Artusi. 

Un altro punto chiave emerso nel convegno è la necessità di anticipare al 2025 la revisione prevista per i target di emissione di CO2 e di eliminare le sanzioni economiche (euromulte) legate al mancato raggiungimento degli obiettivi.

Artusi ha auspicato che il confronto in corso a Bruxelles per la formazione della nuova Commissione europea possa portare a una strategia più realistica. L’obiettivo è una transizione sostenibile che tenga conto delle diverse esigenze nazionali e dei progressi già fatti con tecnologie alternative.

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