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Ricarica elettrica in Italia: un settore in crescita tra innovazione e sfide

L’espansione delle infrastrutture di ricarica pubbliche e private rilancia il dibattito sul futuro della mobilità sostenibile

Il 2024 rappresenta un anno cruciale per la mobilità elettrica in Italia, lo Smart Mobility Report 2024 dell’Osservatorio Smart Mobility del Politecnico di Milano evidenzia una crescita significativa delle infrastrutture di ricarica pubbliche, con un aumento del 28% che porta i punti a quota 49.000. Parallelamente il settore privato si rafforza con circa 500.000 unità installate nel 2023, confermando che l’80% delle ricariche avviene in ambito domestico o aziendale.

Tuttavia la diffusione delle auto elettriche non cresce con la stessa velocità, i principali ostacoli risiedono nei costi elevati dei veicoli e nella mancanza di incentivi strutturali a lungo termine. Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni, co-fondatori della startup bergamasca Daze, sottolineano l’importanza di politiche mirate per rendere accessibili le auto elettriche, come sgravi fiscali e sussidi diretti. Il modello del Portogallo che prevede esenzioni sull’imposta di immatricolazione e di circolazione, rappresenta un esempio virtuoso.

Inoltre il mercato affronta un’altra sfida: il possibile sottoutilizzo delle infrastrutture di ricarica, che potrebbe derivare da una crescita insufficiente delle immatricolazioni. Un approccio coordinato, con incentivi per veicoli e infrastrutture, potrebbe sbloccare il pieno potenziale del settore.

Tra le soluzioni tecnologiche la tecnologia Plug & Charge emerge come una svolta. Essa semplifica il processo di ricarica, eliminando l’uso di app o carte Rfid. Daze intende integrare questa innovazione nei suoi prodotti, mirando a rendere l’esperienza di ricarica intuitiva e simile a quella tradizionale del rifornimento.

Guardando al futuro Daze punta anche su sistemi di gestione energetica domestica e soluzioni di ricarica ad alta potenza, posizionandosi come leader in un settore in continua evoluzione.

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