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Porsche vira dalla strategia “solo elettrico”: ritorno massiccio ai motori tradizionali e oneri da 3,1 miliardi

CdA e consiglio di sorveglianza annunciano una ricalibratura del portafoglio prodotti

Porsche ha ufficializzato un significativo riassetto strategico: il gruppo, tramite il cda e il consiglio di sorveglianza, rivede l’orientamento verso i veicoli esclusivamente a batteria e rafforza l’impegno su motori a combustione interna e soluzioni ibride. Nel nuovo piano prodotto la prossima famiglia di Suv di segmento superiore, precedentemente pensata come full‑electric, sarà lanciata inizialmente con motorizzazioni termiche e versioni ibride plug‑in, motivando la scelta con l’attuale contrazione della domanda Bev riscontrata a livello globale, come evidenziato anche dall’International Energy Agency e dai report del Gruppo Volkswagen. Porsche annuncia inoltre il prolungamento del ciclo di prodotto per modelli chiave quali Panamera e Cayenne, e la riprogettazione della piattaforma elettrica prevista per il 2030 in coordinamento con gli altri marchi VW, segnale chiaro di una strategia più flessibile sulle architetture powertrain. La casa sottolinea che le misure mirano a stabilizzare i risultati finanziari nel medio‑lungo termine, ma comporteranno oneri straordinari stimati in circa 3,1 miliardi di euro per il 2025, fra ammortamenti, accantonamenti e interventi sull’area batterie e organizzativa, nonché uscite di cassa aggiuntive nei prossimi anni. Oliver Blume, ceo, ha spiegato che il riallineamento è risposta ai rapidi mutamenti del mercato e alle nuove esigenze della clientela, con l’obiettivo di preservare la distintività del marchio e la redditività per gli azionisti. La manovra segna una delle più rilevanti correzioni di rotta tra le case premium europee nel passaggio all’elettrico.

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