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La proposta di legge sugli interporti potrebbe danneggiarli

Una relazione tecnico-giuridica invita a una revisione radicale del testo per tutelare i gestori

Secondo una relazione tecnico-giuridica dello studio legale Donativi e Associati fornita alla Camera di commercio di Padova, la proposta di legge quadro sugli interporti presenta "possibili profili di conclamata illegittimità". Richiesta quindi una "revisione radicale della legge, in difesa del sistema economico locale e nazionale", dal momento che la pdl potrebbe danneggiare la solidarietà finanziaria degli interporti efficienti e virtuosi. 

La pdl limiterebbe, da quanto spiegato nella relazione, il numero massimo di interporti a trenta e attribuirebbe al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e a un Comitato nazionale per l'intermodalità poteri di indirizzo e programmazione sulle scelte gestionali. Inoltre se venisse interpretata in modo letterale potrebbe obbligare i gestori degli interporti a farsi carico della realizzazione di quelli nuovi e dell'adeguamento strutturale degli esistenti; questo discriminerebbe i gestori rispetto ai proprietari non gestori e altri operatori del settore trasporti e logistica, impedendo anche di raccogliere capitali privati e accedere alla quotazione in mercati regolamentati. Verrebbe imposto ai gestori di fare investimenti senza garanzie di ritorno, cosa che potrebbe ridurre la competitività del settore e penalizzare gli interporti più virtuosi minando la libertà di iniziativa economica.  

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