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Unrae sollecita fondi e negoziati per rinnovo flotte e dazi

Fondi esigui, sprint per decreti attuativi e allarme per barriere tariffarie statunitensi

Unrae accoglie con favore la firma del Decreto del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili che finanzia il rinnovo del parco vetture delle imprese di autotrasporto, pur sottolineando la limitatezza delle risorse disponibili (13 milioni di Euro). L’associazione attende ora la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per avviare la raccolta degli ordini e sollecita la rapida emanazione del Decreto attuativo, indispensabile per consentire alle imprese di prenotare i contributi già nel corso dell’autunno. Con urgenza Unrae chiede che i 6 milioni di Euro aggiuntivi previsti per l’anno in corso vengano resi immediatamente operativi e confluiti nella stessa misura incentivante, evitando la creazione di una gestione separata affidata a Ram, che comporterebbe complessità amministrative e ostacoli operativi per le aziende. Parallelamente viene ribadito l’appello ad avviare senza ulteriori ritardi il Piano straordinario pluriennale per il rinnovo del parco mezzi nel trasporto merci, il cui valore totale è stato indicato intorno ai 600 milioni di Euro dal ministro Salvini: a mesi dall’annuncio permangono incertezze su tempistiche, ripartizione e modalità di accesso alle risorse. Unrae auspica che l’intervento si ispiri alla “roadmap” congiunta per la decarbonizzazione del trasporto merci su gomma, elaborata insieme alle altre associazioni dell’automotive e dell’autotrasporto, assicurando efficienza degli incentivi e compatibilità con gli obiettivi ambientali. Infine l’associazione esprime forte preoccupazione per l’intenzione dell’amministrazione statunitense di applicare, dal primo novembre, dazi del 25% sui veicoli industriali oltre 4,5 t prodotti all’estero. Pur essendo previsto un dazio del 15% per i veicoli leggeri nell’ambito degli accordi con l’Ue, non è chiaro se sussista un’intesa analoga per i mezzi pesanti prodotti in Europa. Unrae sollecita una pronta soluzione negoziale comunitaria per evitare tensioni commerciali che penalizzerebbero le case e l’intero comparto.

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