Press
Agency

Perché le auto giapponesi sono così affidabili?

Le classifiche di affidabilità lo confermano da anni: i marchi giapponesi dominano



Nel rapporto J.D. Power più recente, Lexus e Nissan occupano i primi posti, e la maggior parte dei modelli capaci di superare i 400.000 km proviene dal Giappone. Ma da dove nasce questa superiorità?

Alla base c’è il kaizen, la filosofia del miglioramento continuo: ogni fase produttiva, dalla progettazione al montaggio, è controllata con rigore per ridurre difetti e sprechi. I costruttori nipponici privilegiano inoltre soluzioni semplici e robuste. Come diceva Henry Ford, “tutto ciò che non c’è non si rompe”: da qui la scelta di motori aspirati e cambi CVT, meno sofisticati ma più duraturi rispetto alle trasmissioni doppia frizione.

Per Toyota, Nissan, Suzuki o Mazda, l’affidabilità è un vero valore commerciale: la loro reputazione si fonda sulla promessa di auto che “non ti lasciano mai a piedi”. Perdere questa fiducia significherebbe compromettere decenni di lavoro.

Naturalmente, anche le giapponesi hanno punti deboli: alcuni diesel Subaru e Mazda si sono rivelati fragili, e modelli come Toyota Proace City Verso o Mitsubishi ASX condividono componenti europei meno collaudati. Tuttavia, l’immagine di solidità rimane uno dei tratti distintivi dell’auto “made in Japan”.

Suggerite

Mercedes-Benz, ok Ue all’acquisizione di otto sedi tedesche

Bruxelles non rileva rischi concorrenziali nell’operazione Galh in Germania

Via libera di Bruxelles al passaggio sotto il controllo esclusivo di Global Auto Holdings di otto sedi tedesche dedicate alla vendita al dettaglio e all’assistenza Mercedes-Benz. L’operazione, che rig... segue

Norvegia, ReFuelEU e FuelEU Maritime operative dal 2028

Oslo prepara il recepimento EEA delle norme Ue sui carburanti sostenibili per trasporti

La Norvegia punta a incorporare nel proprio quadro giuridico le disposizioni europee sui carburanti a minore impatto climatico destinati all’aviazione e alla navigazione, ma l’applicazione non potrà iniz... segue

Milano rilancia il car sharing con nuove regole fino al 2030

Canoni legati alle emissioni, incentivi alle periferie e standard operativi più rigorosi

Milano ridisegna il perimetro del car sharing a flusso libero dopo la forte contrazione registrata dal mercato cittadino: nel 2026 hanno infatti cessato l’attività tre dei quattro operatori presenti. Il... segue