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Autostrade del Mare: 20 anni, leva strategica per il cabotaggio

Censis: oltre il 50% delle importazioni via mare, priorità digitalizzazione e decarbonizzazione

A vent’anni dalla loro istituzione, le Autostrade del Mare si confermano cuore pulsante dell’intermodalità italiana nel Mediterraneo. Il rapporto Censis, redatto per il ministero delle Infrastrutture e per Ram SpA Logistica‑Infrastrutture‑Trasporti e presentato nella Sala Parlamentino del dicastero, ricostruisce il percorso che ha trasformato questa rete in una leva strategica della logistica nazionale: oggi le AdM contano 52.007 km di collegamenti, con 18 porti di origine in Italia e 23 destinazioni finali, otto delle quali in porti esteri (Spagna, Malta, Grecia, Croazia).

Il documento mette in luce risultati significativi: nel 2024 oltre il 50% delle merci importate e circa il 40% delle merci esportate ha viaggiato via mare, segno di una sostanziale integrazione marittima nel sistema dei trasporti. 

La crescita delle AdM è stata favorita anche dall’espansione dell’offerta da parte degli armatori, che hanno più che raddoppiato i servizi disponibili. Per il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, le Autostrade del Mare non sono solo rotte commerciali ma direttrici strategiche che consolidano il ruolo dell’Italia come snodo tra Nord‑Sud ed Occidente‑Oriente; la proposta politica è chiara: continuare ad investire in infrastrutture, tecnologie ed intermodalità, rafforzando la governance portuale e aprendo nuove rotte. 

Davide Bordoni, amministratore unico di Ram SpA, indica le priorità operative: accelerare la transizione digitale ed ecologica del trasporto marittimo, tagliare le emissioni e rendere il sistema logistico più moderno e integrato a livello mediterraneo.

Per Giuseppe De Rita, presidente del Censis, il bilancio è positivo: le Autostrade del Mare rappresentano una storia di successo italiana, costruita da imprese e istituzioni attive nel rilancio del cabotaggio.

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