Gli Stati Uniti hanno proseguito le loro operazioni in mare nonostante l'appello di Mosca a rispettare la libertà di navigazione: ieri il ministero degli esteri russo ha espresso "preoccupazione" per il caso. Al centro della disputa c'è la porta-cisterna ora battezzata Marinera, grande 330 metri per 60 di larghezza, che fino a due settimane fa navigava come Bella 1 quando aveva tentato senza successo di attraccare in un porto venezuelano per caricare petrolio. All'epoca la nave era priva di nazionalità effettiva ed esponeva la bandiera della Guyana; secondo la Casa Bianca, dal 2024 è soggetta ad un ordine di sequestro giudiziario nell'ambito dell'indagine sulla cosiddetta "flotta ombra" russa, utilizzata per eludere le restrizioni internazionali sul petrolio. Nonostante fosse vuota, la guardia costiera statunitense l'ha seguita nell'Atlantico. Durante il pedinamento i nuovi operatori di bordo hanno apposto una bandiera russa sulla fiancata, cambiato il nome in Marinera ed avviato una registrazione frettolosa in Russia. Mosca aveva chiesto di interrompere l'inseguimento; la replica formale del ministero degli esteri denuncia un'azione che mette in discussione principi di diritto marittimo e solleva questioni di sovranità registrativa. La vicenda resta sotto stretta osservazione per le implicazioni politiche e commerciali nel contesto delle sanzioni energetiche.
Petroliera Marinera inseguita dalla guardia costiera Usa
Contesa sulla bandiera e sulla presunta flotta ombra russa: implicazioni legali e commerciali
Roma, RM, Italia
Mobilita.news
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