L’avvio del 2026 porta un carico di rincari che il Comitato unitario degli autotrasportatori di Ravenna (Cuar) definisce insostenibile per le imprese locali. Tra le nuove ondate di costo, l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha autorizzato un aumento dei pedaggi autostradali dell’1,5% sulla base dell’inflazione programmata: per il Comitato è un provvedimento inaccettabile, specie in presenza di una rete ancora carente di aree di sosta, servizi igienici e strutture di riposo adeguate per i conducenti. Prima di ulteriori ritocchi tariffari il Cuar chiede interventi infrastrutturali concreti e pianificati. A preoccupare sono anche gli incrementi delle polizze RC Auto per i mezzi pesanti: secondo il coordinatore Veniero Rosetti, gli aumenti non trovano corrispondenza nella dinamica della sinistrosità ed aggravano costi già elevati per i trasportatori.
Più pesante ancora il colpo sulle spese carburante: la parificazione delle accise tra benzina e gasolio ha fatto salire il diesel di 4,05 centesimi al litro, portando il prezzo medio a circa 1,784 €/l — voce che resta la principale voce di costo operativo.
Il Cuar sollecita il Governo ad introdurre misure specifiche, tra cui l’istituzione del “gasolio professionale” e regole concordate per limitare speculazioni ed oneri non sostenibili. Rosetti avverte che senza interventi condivisi si mette a rischio la competitività delle imprese e la sostenibilità economica del trasporto-merci. Il Comitato ribadisce la necessità di tavoli tecnici con gli operatori per definire soluzioni efficaci che tutelino il servizio pubblico e non scarichino sui professionisti costi sproporzionati.