Secondo i dati governativi relativi al 2024, il Regno Unito ha movimentato complessivamente 9,62 milioni di Teu; il porto di Felixstowe ha mantenuto la leadership con circa 3,6 milioni di TEU gestiti. Felixstowe resta un hub cruciale per il traffico contenitori britannico, con un mix di flussi nazionali, import-export e transhipment che ne certificano la centralità nella catena logistica del Paese. Sul fronte competitivo, DP World ha espresso apertamente l’intenzione di scalzare Felixstowe dalla vetta.
La dichiarazione del gruppo nel 2024 indicava un orizzonte temporale di circa cinque anni per conquistare il primato nazionale. Il dossier è reso più complesso dalla proprietà attuale: Felixstowe è controllato da Hutchison Ports e fa parte degli asset la cui cessione a BlackRock ed a Terminal Investment Limited (TiL) di Msc è stata però rinviata. Il ritardo nella vendita introduce variabili strategiche rilevanti per capacity planning, programmi d’investimento e strategie commerciali degli operatori. Il confronto tra terminal si giocherà su leve classiche del settore: capacità effettiva di banchina e piazzali, efficienza delle manovre containerizzate, integrazione con la rete ferroviaria ed autoroutiera per il hinterland, nonché la qualità dei servizi di value‑added logistics offerti. In un mercato dove gli scossoni geopolitici e le dinamiche delle alliance marittime incidono sui volumi, la capacità di attrarre stringsate linee ed ottimizzare i slot di scalo sarà determinante. Resta da vedere se DP World riuscirà a tradurre l’ambizione dichiarata in investimenti operativi e commerciali sufficienti a rimodellare la mappa dei traffici Uk, oppure se la posizione consolidata di Felixstowe —nonostante l’incertezza sulla proprietà— continuerà a garantirne il ruolo dominante.