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Ue contesta requisiti di bandiera per rimorchio ed ormeggio

Bruxelles sollecita Madrid, Parigi e Roma ad adeguare regole sui servizi portuali per garantire concorrenza

La Commissione europea ha avviato procedimenti d’infrazione nei confronti di Spagna, Francia ed Italia ritenendo che le loro regole sui servizi portuali, in particolare per rimorchio ed ormeggio, contravvengano alla normativa Ue ed al principio di libertà di stabilimento. Secondo Bruxelles, le disposizioni nazionali che impongono alle unità che operano nei porti di battere esclusivamente la bandiera nazionale creano ostacoli ingiustificati al mercato interno. 

La Ce ricorda che gli Stati membri restano liberi di applicare le proprie norme sociali e lavorative alle attività svolte nei loro porti, ma ciò deve avvenire senza introdurre restrizioni discriminatorie basate sulla bandiera della nave. Se è previsto un requisito di bandiera per l’esercizio di attività portuali, tale requisito deve ammettere qualsiasi bandiera di uno Stato membro dell’Unione, non limitarsi a quella di un singolo Paese. 

Madrid, Parigi e Roma hanno ora due mesi per fornire chiarimenti ed adeguare la normativa nazionale alle osservazioni comunitarie. In assenza di risposte soddisfacenti, la Commissione potrà adottare un parere motivato e proseguire la procedura di infrazione. La vicenda avrà impatti pratici sugli operatori di rimorchio ed ormeggio e sugli enti portuali, richiedendo un rapido adeguamento regolamentare per garantire concorrenza leale e conformità al diritto Ue.

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