Per la famiglia Vago —azionista di riferimento di Msc e particolarmente legata al segmento crociere— il porto di Ancona non è solo un asset commerciale ma anche un investimento affettivo. L’avanzamento alla fase successiva dell’iter preparatorio per il nuovo banchinamento destinato alle grandi navi al Molo Clementino viene accolto con prudenza.
Stefania Vago, ormai anconetana d’adozione, sottolinea che si tratta di un passaggio tecnico in un percorso che dura da quasi un decennio e che ancora non ha offerto certezze operative. La manager ricorda come Msc fosse stata collocata nell’attuale biglietteria con l’aspettativa di una sistemazione temporanea già dal 2003; siamo nel 2026 e la sede non è cambiata. Pur non nascondendo un filo di frustrazione, conferma la fiducia nell’idea originaria —promossa dall’ex-sindaco Valeria Mancinelli— e la disponibilità dell’armatore a sostenere lo sviluppo crocieristico anconetano, compatibilmente con l’evoluzione del progetto. Il riferimento è evidente alle condizioni degradate della banchina 15: struttura ormai prossima al pensionamento e candidata ad essere smantellata a favore del nuovo terminal progettato dall’Autorità di sistema portuale. La soluzione prevista è un hub definitivo al Molo Clementino, con una fase transitoria in cui la gestione del terminal provvisorio dovrebbe rimanere affidata a Msc fino all’apertura del nuovo scalo.
Dopo anni di crescita, il comparto crociere ha registrato un calo consistente negli ultimi due anni —sia in termini di toccate sia di passeggeri— tendenza confermata dagli attracchi della stagione in corso. Per gli operatori la chiave resta infrastrutturale: solo un adeguato banchinamento ed un hub moderno possono rilanciare la competitività di Ancona nel circuito crocieristico.