Chrysler ha anticipato il restyling della Pacifica con tre immagini teaser pubblicate su Instagram accompagnate dalla frase “some things refuse to stay undercover”. Le fotografie mettono in evidenza un intervento estetico concentrato soprattutto sull’avantreno: paraurti con scudo ridisegnato, calandra più bassa, larga e dal profilo più netto, e gruppi ottici full‑LED a “freccia” che collegano muso e passaruota. Un sottile elemento trasversale completa una nuova firma luminosa. I pannelli laterali e, per quanto si intravede, la fanaleria posteriore restano sostanzialmente invariati; aggiornamenti limitati ai cerchi ed ai dettagli di finitura.
Sul mercato statunitense la Pacifica è stata fino al 2024 il riferimento del segmento minivan, apprezzata per gli interni modulari con sedili Stow ’n Go e per la sua posizione di proposta premium in una nicchia sempre più competitiva, dove Toyota Sienna e Honda Odyssey hanno serrato il passo. Chrysler vanta una lunga tradizione nei monovolume — oltre 15 milioni di unità nel corso della storia del marchio. La denominazione Pacifica ha radici che risalgono al concept Citadel del 1999, caratterizzato da una soluzione ibrida con V6 3.5 sull’asse posteriore e unità elettrica anteriore. Nel 2004 la casa aveva portato in produzione un crossover Pacifica con V6 3.5 da circa 250 CV e 350 Nm, modello poi eliminato nel 2007 a seguito del calo delle vendite e del cambio di proprietà (Cerberus). Il nome è tornato nel 2015 con il monovolume moderno, nato sulla terza generazione della piattaforma NS e su un progetto “cab‑forward” volto a massimizzare abitabilità e prestazioni aerodinamiche, frutto dell’esperienza stilistica Chrysler degli anni ’90.