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Petrolio verso i 100$ spinge il comparto energia in Borsa

Tensione nello Stretto di Hormuz sostiene i titoli energetici: Enel, Eni ed utility in evidenza

Il ritorno del petrolio vicino a quota 100 dollari mantiene sotto pressione i mercati ma favorisce il comparto energetico, tra i pochi in territorio positivo in una seduta dominata dall’avversione al rischio legata alle tensioni in Iran. Il sottoindice Stoxx dedicato all’energia guadagna lo 0,37%, risultando la migliore performance della giornata in Europa, mentre il blocco nello Stretto di Hormuz continua a pesare sulle prospettive di approvvigionamento e sulla percezione del rischio di supply disruption, nonostante le contromisure allo studio dai governi occidentali.

 A Piazza Affari gli acquisti premiano in particolare Saipem (+1,92%) ed Eni (+1,91%), con buoni spunti anche tra le utility: Enel +0,99%, Hera +0,60% e Snam +0,59%. 

Dal 28 febbraio, data dei primi attacchi degli Stati Uniti e di Israele in Iran, il sottoindice settoriale ha messo a segno un progresso del 6,18%, in netto contrasto con il calo del 6,94% dell’Eurostoxx 50. 

Sul listino milanese nello stesso arco temporale il Ftse Mib segna una perdita del 6,07%; Eni è tra i titoli di maggiore forza con un +13,02%, preceduta solo da Leonardo (+13,59%) — i titoli della Difesa restano sotto i riflettori — e da Lottomatica (+19,08%), favorita dai risultati di bilancio. 

Tra gli energetici, Tenaris mostra un modesto rialzo da inizio mese (+0,61%), mentre Saipem accumula complessivamente una flessione del 5,68%. 

Sul fronte materie prime, il mercato resta altamente volatile: il future WTI aprile sale dello 0,1% a 95,83 dollari al barile, mentre il Brent con scadenza maggio avanza lo 0,68% a 101,15 dollari. L’equilibrio tra rischio geopolitico ed interventi politici rimane il fattore chiave per le prossime oscillazioni dei prezzi e dei titoli energetici.

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