Il primo ministro laburista Anthony Albanese ha convocato per lunedì una seconda riunione del gabinetto federale per affrontare l’emergenza carburante innescata dall’escalation nel Medio Oriente, che comporta anche ripercussioni legate all’Iran. Il governo sta elaborando un piano nazionale di contenimento dei consumi per mitigare il rischio di interruzioni di approvvigionamento previsto per il mese prossimo.
Al momento circa 470 impianti di distribuzione in tutto il Paese segnalano carenze di almeno una tipologia di prodotto, mentre la risalita dei prezzi comincia a comprimere servizi essenziali: dalla logistica dei trasporti alla raccolta rifiuti, fino alle catene di rifornimento locali.
Il ministro dell’energia Chris Bowen ha indicato diverse leve possibili —fra cui la promozione di misure volontarie di risparmio da parte di operatori e consumatori— precisando tuttavia che tali strumenti non sono ancora scattati. I governatori degli Stati sollecitano ora una guida centrale per coordinare risposte a livello nazionale, dopo che Albanese aveva ribadito la responsabilità statale nella distribuzione dei carburanti.
La settimana scorsa il gabinetto ha comunque dato mandato per la costituzione di una task-force incaricata di cooperare con le autorità statali sulla logistica del rifornimento e sulla resilienza delle supply chain. Il quadro resta fluido: le autorità puntano a contemperare interventi operativi ed incitativi, cercando di preservare la continuità dei servizi critici senza ricorrere immediatamente a misure obbligatorie.