Una mattinata a due velocità per la mobilità all’ombra del Vesuvio. Lo sciopero generale nazionale proclamato dai sindacati di base sta ridisegnando la mappa dei collegamenti cittadini, risparmiando il trasporto urbano ma congestionando lo snodo ferroviario principale. Mentre la rete locale gestita da ANM ed EAV procede senza intoppi, garantendo il regolare flusso di viaggiatori sulle linee 1 e 6 della metropolitana, sulle funicolari, sui bus e sui binari extraurbani di Circumvesuviana e Cumana, la tempesta si è concentrata esclusivamente all'interno della Stazione Centrale.
L'agitazione sindacale ha infatti colpito duramente il personale del comparto ferroviario nazionale. Il tabellone delle partenze di Piazza Garibaldi mostra fin dalle prime ore del mattino un susseguirsi di ritardi e cancellazioni improvvise che hanno bloccato centinaia di pendolari e turisti in partenza. Capannelli di passeggeri disorientati si accalcano sotto gli schermi informativi, mentre si registrano lunghe code alle biglietterie e ai banchi di assistenza clienti di Italo e Trenitalia. Al contrario, sul fronte aereo l'aeroporto di Capodichino non registra particolari contraccolpi, con i voli che decollano regolarmente.
Il quadro partenopeo trova riscontro nelle cronache nazionali pubblicate in tempo reale da agenzie come AGI e dai principali quotidiani economici, che descrivono un Paese spaccato in vista del lungo ponte del 2 giugno. Se a Milano e Roma le metropolitane hanno subito pesanti interruzioni, a Napoli il perimetro dei disagi è rimasto circoscritto alle lunghe percorrenze e alle linee regionali regionali di Trenitalia, confermando la totale estraneità delle sigle locali all'astensione dal lavoro.