Oggi, primo luglio 2026, Trenitalia ha ufficialmente inaugurato il primo collegamento diretto Frecciarossa tra Lecce, Bari e Napoli, unendo stabilmente il territorio del Salento alla Campania senza alcun bisogno di cambi intermedi. L’inedito servizio commerciale sfrutta l'attivazione della Variante Cancello, una grande infrastruttura strategica da oltre un miliardo appartenente alla nuova linea ad Alta Velocità Napoli-Bari. Al taglio del nastro nella stazione pugliese erano presenti l'assessore regionale Raffaele Piemontese e i sindaci dei tre capoluoghi Vito Leccese, Adriana Poli Bortone e Gaetano Manfredi, accolti dai massimi manager del Gruppo FS Giuseppe Inchingolo e Simone Gorini. Questa innovazione consente di viaggiare tra i due nodi principali in sole tre ore e mezza, abbattendo lo storico divario logistico del Mezzogiorno.
Il debutto del convoglio rappresenta il primo traguardo visibile di un piano di modernizzazione nazionale coordinato dal commissario straordinario Aldo Isi. Con l'apertura di questo nuovo tratto a doppio binario lungo quindici chilometri, salgono a cinquantacinque i chilometri già operativi della rete. Gorini ha evidenziato la progressiva riduzione dei tempi di percorrenza, mentre Piemontese e Manfredi hanno sottolineato come la rotta sia un potente acceleratore economico capace di connettere sette capoluoghi, potenziando i flussi turistici tra Adriatico e Tirreno. Dal canto suo, Poli Bortone ha rimarcato l'impatto positivo sul rilancio del Salento.
Il fulcro di questa rinnovata intermodalità meridionale diventa la stazione di Napoli Afragola, celebre gioiello architettonico firmato dallo studio Zaha Hadid. Grazie al recente ampliamento degli accessi stradali esterni, lo snodo garantisce un perfetto interscambio tra l'Alta Velocità per Roma, i convogli regionali e la rete locale. L'eliminazione programmata di dodici passaggi a livello migliorerà inoltre la viabilità stradale dell'intera area metropolitana campana, proiettando la logistica dei trasporti verso il traguardo finale del 2029, anno in cui il completamento complessivo dell'opera renderà il Sud Italia decisamente più competitivo ed efficiente.