Durante la giornata inaugurale di ieri del celebre Goodwood Festival of Speed in Inghilterra, il marchio francese Alpine ha scritto una pagina storica della propria evoluzione svelando in anteprima mondiale dinamica la nuova Alpine A110 Future. Davanti a una folla oceanica di appassionati, il pilota ufficiale del team di Formula 1, Pierre Gasly, ha guidato lo spettacolare prototipo di sviluppo lungo l'iconica e impegnativa salita della tenuta britannica, avendo come passeggero d'eccezione il Duca di Richmond, fondatore della manifestazione. La kermesse d'oltremanica rappresenta da sempre il palcoscenico ideale per i costruttori che vogliono unire il fascino della tradizione alle sfide della mobilità di domani, e la casa transalpina ha colto questa occasione per mostrare come la reattività e il puro piacere di guida possano sposarsi perfettamente con la propulsione a zero emissioni.
L’inedita vettura non è una semplice concept car da esposizione, bensì il manifesto tecnologico della terza generazione della coupé sportiva, che nasce sulla nuovissima e flessibile architettura modulare denominata Alpine Performance Platform. I tecnici hanno implementato un raffinato sistema a ottocento Volt con architettura a doppia batteria integrata nella struttura, posizionando le celle in modo da mantenere il baricentro basso e preservare l'abitabilità tipica del modello termico. Il vero cuore pulsante risiede però nel retrotreno, dove debuttano due motori elettrici sincroni a magneti permanenti capaci di toccare l’incredibile regime di ventunomila giri al minuto, gestiti dal sofisticato controllo della coppia Active Torque Vectoring 2.0 per eliminare il sottosterzo in curva.
Per raggiungere questo eccezionale livello di maturità ingegneristica riducendo i tempi di sviluppo, l’azienda ha sfruttato un avanzatissimo simulatore dinamico con schermo conico da nove metri, percorrendo oltre quarantasettemila chilometri virtuali prima del collaudo reale. Nello stand del festival, il brand celebra così l’intero proprio patrimonio sportivo affiancando a questa icona di domani la leggendaria A442B che trionfò alla ventiquattro ore di Le Mans nel lontano millenovecentosettantotto.