L'insediamento ufficiale del manager Pietro Diamantini nel delicato ruolo di nuovo amministratore unico dell'Ente Autonomo Volturno ha riacceso ieri i riflettori sul disastroso stato della Circumvesuviana, spingendo Legambiente Campania a chiedere a gran voce un radicale ed immediato cambio di rotta per risanare la principale ferrovia regionale del meridione. Il presidente della nota associazione ambientalista, Mariateresa Imparato, ha accolto la nomina del manager pubblico con un monito estremamente severo, ricordando come questa importante infrastruttura strategica sia ormai scivolata in un profondo baratro di inefficienza strutturale che penalizza quotidianamente migliaia di passeggeri e pendolari dell'intero territorio campano.
Il quadro nero tracciato dagli attivisti descrive un vero e proprio tracollo della mobilità locale, tristemente evidenziato dalla perdita record di oltre tredici milioni di utenti registrata nell'ultimo decennio. Le stazioni storiche abbandonate, la costante soppressione delle corse giornaliere e l'impiego di materiale rotabile decisamente obsoleto hanno trasformato l'intera linea ferroviaria in un simbolo di degrado sociale. Nonostante i massicci investimenti regionali annunciati per l'acquisto di nuovi moderni convogli e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza digitale, la quotidianità vissuta dai viaggiatori rimane drammatica, segnata da ritardi cronici, insicurezza diffusa e gravi guasti tecnici che bloccano i binari.
La sfida prioritaria per la nuova complessa gestione di Eav sarà quindi quella di invertire rapidamente questa tendenza negativa, restituendo la dovuta dignità ai trasporti pubblici vesuviani. Legambiente auspica che i prossimi rapporti nazionali sulla mobilità possano finalmente registrare una svolta positiva, cancellando l'infelice primato della Circumvesuviana come peggiore tratta d'Italia. Per raggiungere questo traguardo fondamentale, la futura governance dovrà puntare sulla trasparenza, sul rispetto assoluto dei cronoprogrammi di manutenzione ordinaria e su un dialogo costante con i comitati locali, trasformando le vecchie promesse politiche in servizi finalmente efficienti, sicuri e accessibili a tutti i cittadini dell'ampia area metropolitana napoletana.