Secondo il ricercatore Francesco Sassi la Turchia riduce la dipendenza esterna e si pone come concorrente energetico dell’Italia nel Mediterraneo. Dopo due anni e mezzo di blocco, il corridoio petrolifero tra il Kurdistan iracheno e il porto turco di Ceyhan è stato riattivato: un’intesa provvisoria sottoscritta dal governo federale iracheno, dal Governo regionale del Kurdistan (Krg) e dai produttori stranieri operanti nell’area consentirà il pompaggio di circa 180-190 mila barili al giorno attraverso l’oleodotto Kirkuk‑Ceyhan, ha comunicato il ministero del Petrolio iracheno all’emittente curda Rudaw. Il primo ministro Mohammed Shia’ al Sudani ha definito l’accordo “un momento storico”. Lo stop era in vigore dal marzo 2023, dopo un lodo arbitrale parigino che aveva dato ragione a Baghdad ritenendo che Ankara avesse violato l’intesa del 1973 permettendo esportazioni indipendenti da Erbil dal 2014. La ripresa implica la ricostituzione della catena logistica crude‑tow‑sea: stabilizzazione del flusso verso Ceyhan, coordinamento tecnico per gli stoccaggi e nuovi impegni commerciali degli operatori esteri. Nell’intervista ad "Agenzia Nova" il ricercatore in geopolitica dell’energia Francesco Sassi (Università di Oslo) ha osservato che la Turchia, consolidando volumi indipendenti, riduce la dipendenza da fornitori tradizionali e si avvia ad acquisire carichi strategici anche da altri continenti, giocando da ora in poi da competitor nei traffici energetici del Mediterraneo, con potenziali impatti sulle rotte commerciali e sugli equilibri degli hub regionali, Italia inclusa. Le prossime settimane saranno decisive per verificare la continuità del flusso e le implicazioni contrattuali fra Baghdad, Erbil e gli operatori internazionali.
Ripartono le esportazioni dal Kurdistan verso Ceyhan: Ankara rafforza il ruolo di hub mediterraneo
Accordo provvisorio tra Baghdad, Erbil e operatori riattiva il flusso greggio via oleodotto Kirkuk‑Ceyhan
Turchia
Mobilita.news
Suggerite
Autotrasporto trevigiano: carenza di conducenti e rincari operativi
PmiI sotto stress: chiusure, contrazione del parco imprese e rischio di interruzione dei servizi
Il comparto dell’autotrasporto nel trevigiano è sotto forte pressione: Fita-Cna segnala criticità su due fronti contemporanei e opposti. Da un lato la carenza di manodopera: nella sola provincia di Tre... segue
Aumenti del gasolio mettono a rischio continuità dell’autotrasporto
Segnalazioni urgenti alle istituzioni per stabilizzare prezzi e tutelare liquidità
In poche ore il comparto dell’autotrasporto italiano è passato dall’apprensione ad uno stato di allerta massimo per il repentino e consistente aumento del prezzo del gasolio. Assotir ha inoltrato una... segue
Szijjártó a Mosca: garanzie su gas, petrolio e rimpatri
Richieste di impegni formali su tariffe stabili ed intervento per cittadini arruolati
Il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó si trova oggi a Mosca con l’obiettivo di blindare la sicurezza energetica di Budapest: assicurare che il Paese continui a ricevere petrolio e gas natu... segue